Giovanni Gastel incontra gli studenti

Giovanni Gastel incontra gli studenti

Immagine e comunicazione moda, la storia di una rivoluzione culturale in un incontro: Giovanni Gastel si racconta agli studenti della Fashion School di Istituto Marangoni.

Milano 01 Aprile 2014 - Ancora un approfondimento sul mondo della moda e i suoi professionisti e ancora una volta è l’immagine a farla da padrona.

Si è tenuto ieri l’incontro-seminario tra gli studenti della Fashion School di Milano di Istituto Marangoni e Giovanni Gastel, nome di grande rilevanza nel mondo della fotografia di moda e dello styling italiano.

Il noto fotografo ha ripercorso gli anni della sua carriera dagli esordi raccontando, in una disamina ricca di aneddoti che dimostrano quanto, oltre al talento e alla dedizione, conti anche la fortuna nella storia professionale di ognuno di noi, oltre quarant’anni di una carriera che ha contribuito a formare e cambiare il mondo dell’Italian fashion system e il modo di comunicarlo.

L’importanza di vivere il momento di nascita del Made in Italy nel mondo della moda è stato per Giovanni Gastel il primo passaggio importante. Gli anni’70 e ’80 hanno rappresentato l’esplosione della moda Italiana come la conosciamo oggi e in quel preciso frangente storico fatto di intuizioni, creatività, rivisitazione e interpretazione dello stile, Gastel è stato uno dei fotografi che ha avuto le capacità (e anche la fortuna, a quello che lui stesso dichiara) di contribuire professionalmente al lavoro di quelli che sarebbero diventati i protagonisti della moda italiana nel mondo. Da Gianfranco Ferré a Gianni Versace passando attraverso la visionarietà stilistica di Flavio Lucchini che il fotografo definisce “il più grande art director che l’Italia abbia mai avuto”.

Immagine e giornali dunque, foto, styling e tendenze. C’è tutto questo nella storia professionale di Giovanni Gastel che fa del suo lavoro un vero e proprio inno alla gioia. “Vi invito davvero a cercare di essere sempre positivi nel lavoro di ogni giorno, cercate di lavorare molto sul divertimento durante la vostra giornata tipo. Rabbia e cattivo umore non servono a nulla e non vi aiutano, siate allegri”.

La fotografia di moda, secondo il pensiero del fotografo milanese, interpreta gli stili di ogni tempo, li rilegge secondo canoni nuovi e inattesi, inventa liberamente nuovi percorsi emozionali. È per questo che il rapporto con la committenza, almeno nel caso di Gastel è sempre stato felice, privo di limiti, forzature e lacci.

Sul tema e sull’approccio nei confronti del committente Gastel ritiene ci sia un lavoro culturale da fare. Troppo spesso si vivono i miti romantici dell’artista maledetto, che si considera emancipato e che rivendica di non avere committenze che ne compromettano lo spirito libero. Il suo è un parere contrario a questa immagine e, rivendicando il rapporto sempre positivo con le aziende con cui ha lavorato, sostiene che il rapporto con la committenza vada rivisto secondo canoni di opportunità e di ispirazione, non di vincolo: “Il committente offre un’indicazione, sta a noi interpretarla in maniera artistica. Nel mio caso mi sono sempre attenuto a quel principio per cui la fotografia di moda ha tre obiettivi principali: far conoscere la moda, far vendere la moda, far comprendere la moda”.  È per questo che i protagonisti di quella fortunata epoca scelsero la strada di comunicare la moda non parlando direttamente all’acquirente ma creando un mondo immaginario e aspirazionale la cui chiave d’ingresso era quel determinato prodotto che si pubblicizzava in quel momento.

Una vera rivoluzione della comunicazione, lo stravolgimento della formula di ammiccamento diretto al target e che ancora oggi rappresenta il fulcro della comunicazione moda in Italia e nel mondo.