Giulio Cappellini incontra gli studenti

Giulio Cappellini incontra gli studenti

“Come vivere la settimana del Salone del Mobile”: è questo il titolo dell’incontro con il designer Giulio Cappellini, imprenditore e oggi direttore creativo della nuova scuole di design di Istituto Marangoni, svoltosi mercoledì 26 marzo proprio nella sede della Design School di Milano e aperto agli studenti dei corsi postgraduate che hanno affollato l’aula.

Giulio Cappellini ha raccontato agli studenti le sostanziali differenze tra il Salone del Mobile, con le sue dinamiche espositive, e il “Fuori Salone”,  ormai diventato famoso ed importante come - se non più -  la fiera stessa.

Gli studenti si sono dimostrati tutti estremamente curiosi di capire dinamiche e differenze raccontate dalla voce di uno dei fondatori del Fuori Salone: "Quando cominciammo a proporre il progetto del fuori salone alle aziende, tutte rispondevano che era un’idea folle e che non avrebbe mai avuto successo, ma oggi Milano è la capitale del design nel mondo proprio grazie agli eventi che animano la città” ha raccontato con grande passione Giulio Cappellini, ricordando la propria esperienza sia come imprenditore che espone, sia come opinion leader che sceglie e valuta i tanti progetti ed eventi della Design Week milanese, tra le più importanti e copiate nel mondo.

Il designer imprenditore ha innanzitutto ricordato ai propri ragazzi che Salone del Mobile non vuol dire party e feste, ma ha suggerito di concentrarsi soprattutto sugli eventi veramente di valore e innovativi, sia all’interno della Fiera (come ad esempio il Salone Satelline dove, tra l’altro, sarà presente per la prima volta anche istituto Marangoni) sia nelle varie zone cittadine, dichiarando infatti che “Il Salone del Mobile, non serve solo per fare Business ma è soprattutto il termometro per capire what is going on a livello globale e il next future nel mondo, non solo del design ma della creatività in generale”

Giulio Cappellini ha infatti ricordato che design non è solo interior products ma è oggi un fenomeno globale, che coinvolge molti differenti settori (dall’automotive al food) e molti aspetti diversi, come i materiali utilizzati, i colori e le dimensioni degli oggetti realizzati, la creatività con la quale si espone, l’atmosfera che si riesce a creare: tutti fattori fondamentali per fare capire chi è un brand e le sue modalità di comunicazione.

Sono 4 i fattori di cui tenere conto secondo i quali valutare un progetto e il suo successo: la tecnologia e i materiali con i quali il prodotto è realizzato; la flessibilità del prodotto, intesa conme capacità di adattarsi a qualunque ambiente e luogo; la sua funzionalità e coerenza in tutto il mondo e per tutte le culture; e, infine, la modalità di presentazione in fiera, dalla quale è subito e facilmente intuibile se si tratta di un reale progetto che verrà realizzato o semplicemente un concept che non sarà poi adattabile al mercato: “oggi il vero goal è fare prodotti innovativi ma anche capaci di entrare subito sul mercato per evitare che vengano copiati finita la fiera” – dichiara il designer nella veste di imprenditore di una delle aziende più importnati del design italiano.

“Per quanto riguarda il fuori salone, la prima parola è Quality”, continua Cappellini, “se è vero che la città si anima con più di 20.000 persone provenienti da tutto il mondo e sono tante le feste e i party, non dobbiamo mai perdere di vista la vera natura dell’evento che è la parte professionale e progettuale”.

Anche in questo caso, è importante osservare le scenografie degli allestimenti, intendere le presentazioni come fenomeno di comunicazione globale, ma soprattutto chiedersi sempre cosa ci sia dietro alla tal mostra o esibizione, in termini di concept e di immagine che il brand intende dare, valorizzando soprattutto la passione e la tecnologia che hanno portato ad una scelta che non è sempre e solo show.

Giulio Cappellini conclude, quindi, ricordando agli studenti quanto possano essere importanti i dettagli e il focus progettuale di quello che si vuole relaizzare e comunicare, invitandoli a concepire la settimana del design in fiera e fuiori fiera come un importante momento di crescita e apprendimento formativo.