Expert Insights: Olga Vilshenko

Fondatrice e Direttore Creativo, Vilshenko

Originaria della regione russa degli Urali, Olga cresce circondata da uno scenario di grande maestria artigianale, sempre ispirata dal talento della madre. Olga persegue la sua passione per la moda in Russia, presso l’Institute of Fashion and Art, e completa i suoi studi a Londra presso Istituto Marangoni.
Olga fonda il suo brand, Vilshenko, e presenta la prima collezione (S/S 2011) che vede il connubio tra silhouette pure e tocchi folcloristici russi quali dettagli ricamati, tessuti sontuosi e stampe eclettiche. Le sue collezioni sono vendute da Net a Porter, Matches, Bergdorf Goodman, Selfridges, Harrods, Saks, Joyce e TSUM e molti altri importanti retailer.
Olga si divide tra Londra e Mosca, dove ha aperto la prima boutique Vilshenko nell’autunno 2014.

Il tuo rapporto con la moda è iniziato quando eri una bambina, guardando tua mamma creare pezzi unici per la famiglia. Vuoi condividere un aneddoto?
Mi sono innamorata della moda da bambina. Mia mamma confezionava abiti per tutta la famiglia e per i suoi amici: ho scoperto il mio amore per la moda proprio grazie a lei, guardandola scegliere i tessuti, tagliare e cucire. Nella Russia sovietica in cui sono cresciuta, non essendoci molti negozi, quasi ogni donna confezionava abiti o aveva chi glieli produceva: nel mio caso, tutti gli amici di famiglia si rivolgevano a mia mamma per la confezione di nuovi abiti. Mio papà si lamentava del fatto che la nostra casa si fosse trasformata in un atelier.
Io e mia sorella siamo sempre state affascinate dal processo di creazione di un abito e ben presto abbiamo iniziato a contribuire dando il nostro aiuto: una volta cresciuta ho iniziato a fare tutto da sola in maniera del tutto naturale, senza che mia mamma mi insegnasse nulla.

E poi hai deciso che la moda sarebbe diventata il tuo lavoro. Ti ricordi quel momento in cui hai preso la decisione di studiare moda?
Totalmente affascinata dalla creazione di abiti, quando mi sono trovata a scegliere la mia futura professione, ho pensato che sarebbe stato fantastico fare ciò che più amavo. Purtroppo a quei tempi non c’ era nessuna scuola di design nella mia città e mi sono vista costretta a frequentare una facoltà di economia per diventare contabile, come mia madre. Dopo la laurea in questa università, ho avuto l’opportunità di studiare moda al Chelyabinsk Humanities Institute, un’occasione importante che ha accresciuto la mia determinazione a diventare una designer e mi ha portato poi a studiare presso la Scuola londinese di Istituto Marangoni. Il mio obiettivo era mostrare alla gente la mia visione della moda.

Come alumna di Istituto Marangoni, quanto questa esperienza ha influenzato i tuoi passi nel mondo del fashion e quanto ti ha aiutato a raggiungere i tuoi obiettivi?
Dopo tutti gli anni di formazione in Russia sono ero felicissima di trasferirmi a Londra, ambiente fonte di continui stimoli in ambito fashion. Frequentare Istituto Marangoni ed essere a Londra mi ha fornito tutti gli strumenti e le competenze per diventare fashion designer.
Avevo tante domande, tanta voglia di conoscere le tendenze e apprendere come usarle, come decidere cosa è importante e come rinnovare il processo creativo per creare qualcosa di sempre nuovo. Ero già tecnicamente molto competente, ma avevo bisogno di capire di più sul lavoro di designer e sullo sviluppo di una nuova collezione, sui tempi e gli attori del mercato.

Che consiglio daresti agli studenti di moda di oggi?
A Londra il mondo della moda è davvero competitivo, quindi il mio consiglio principale è quello di non farsi abbattere dal rifiuto di un lavoro o di un’idea.
Inoltre è fondamentale imparare a gestire il lavoro dal punto di vista del business, approfittando di ogni opportunità e cercando di distinguetersi dalla folla, con umiltà e attitudine all’ascolto, lavorando sodo, dimostrando impegno, costanza e affidabilità.
L’originalità nell’approccio rappresenta senza dubbio il biglietto da visita per farsi notare da investitori e clienti, tuttavia, è importante rimanere coerenti con la propria personalità e stile, sebbene questo possa, alle volte, sollecitare feedback negativi.
Un altro aspetto importante è scegliere con attenzione i propri collaboratori, professionisti che abbiano la stessa visione e lo stesso gusto.

Quali sono i 3 punti cardine della tua formazione all’Istituto Marangoni?
· Conoscere i diversi tipi di tessuti e materiali.
· Strutturare la gamma, ossia progettare una collezione, allineando i diversi elementi di design, con bozzetti, tessuti, colori, ricami, maglieria, al fine di realizzare un progetto coerente ed equilibrato.
· Fare ricerca. Mi è stato insegnato come sviluppare un’idea, trovare un tema e valorizzarlo.

Che cosa o chi ti ha aiutato a diventare quello che sei?
I miei genitori, i miei insegnanti, più tardi il mio team e naturalmente la mia famiglia e mio marito mi hanno aiutato a diventare quello che sono ora. Quando ho lanciato il mio marchio, mio marito era incredibilmente solidale e anche ora continua a sostenermi. Sono fortunata che mio marito sia il più grande fan di tutte le mie piccole e grandi vittorie!

Da cosa prendi ispirazione per il tuo lavoro quotidiano?
Sono ispirata da quasi tutto ciò che riguarda la cultura russa, che sia architettura, musica, quadri, libri – i miei gusti sono molto versatili. Le persone sono un’altra principale di ispirazione. Ci sono anche molte donne del passato e del presente che ispirano il mio lavoro: mi piacciono le donne forti e talentuose. Attrici, modelle, ballerine o solo donne di strada con una forte identità stilistica.

Qual è la parte che preferisci del tuo lavoro?
Amo la ricerca. Arte, architettura, fotografie, immagini, abiti vintage, storia, letteratura e musica, tutto ciò può ispirare il mio lavoro. A volte vedere una bella stampa può dare vita all’idea alla base di un’intera collezione. Non sai mai cosa ti può condurre a nuove idee.

Hai presentato la tua prima collezione nel 2011. A distanza di 6 anni, come è cambiato il fashion system secondo te?
Oggi il ritmo incessante della creazione è davvero impegnativo: non solo le collezioni, ma anche le pre-collezioni, che richiedo lo stesso impegno di tempo e forze, sono molto importanti. Presento la mia collezione 4 volte all’anno e ogni stagione deve essere nuova, poiché i buyer sono sempre alla ricerca di qualcosa di originale: naturalemente questo può generare una grande pressione. In questo periodo sto lavorando contemporaneamente su tre collezioni e sto lanciando a una linea di beachwear, il che significa aggiungere altre tre stagioni.

A proposito delle tue collezioni, come sono evolute negli anni?
L’ evoluzione delle collezioni Vilshenko è stata molto naturale. La creazione della collezione inizia solitamente con un confronto rispetto a cosa ha funzionato e cosa no nelle stagioni precedenti. Per me è sempre molto importante aggiungere nuovi tipi di tessuto e ricami ad ogni stagione, preservando tuttavia il DNA del marchio.

Nel 2014 hai aperto la tua prima boutique a Mosca. Quale obiettivo volevi raggiungere allora e come è cresciuto questo progetto?
Il sogno di avere la mia boutique mi accompagna fin da bambina: avere una boutique significa creare il proprio spazio personale e personalizzato, avere la collezione in un unico posto, così da raccontarne la storia creativa ai clienti. Nella mia boutique produco capi di abbigliamento su misura per i miei migliori clienti in Russia, interfacciandomi direttamente con i committenti e comprendendo appieno le loro esigenze.

Quanto il tuo background russo influenza le tue collezioni?
Il mio background russo influenza molto ogni collezione specialmente nei motivi, sebbene cerchi sempre di mescolarli a forme moderne. Lavoro intensamente per mostrare in ogni stagione una storia o una prospettiva inesplorate sulla Russia, o per mettere in scena un particolare momento della storia russa. La cultura del mio Paese è fatta di tradizioni, artigianato e di un patrimonio di tanti altri bellissimi elementi che devono essere ricordati: il folklore mi ispira per il suo alone di mistero, un po’ sottovalutato. Non riesco a immaginare Vilshenko senza ispirazione russa.

Chi è il target principale di Vilshenko?
Vilshenko parla di eleganza e stile femminile: le donne che vestono Vilshenko sono forti e intraprendenti, vogliono apparire belle senza sacrificare comfort e stile. Mi lusinga vedere i miei capi indossati proprio dal target a cui mi ispiro: donne dalla grande personalità e fonte di ispirazione per tutte.  “È la donna che veste gli abiti, non sono gli abiti a vestirla”, questo è il mio motto.

Quali i piani per il futuro?
Vorrei che Vilshenko si espandesse, sia in termini geografici che di produzione, anche attraverso l’esplorazione del canale e-commerce. Al momento sto lavorando al lancio della mia nuova Beach Collection e, in futuro, vorrei dedicarmi alla creazione di linee di accessori e footwear.

 

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