Expert Insights: Anouki Areshidze

Owner and Founder of ANOUKI

Anouki Areshidze, fondatrice e direttore creative del brand ANOUKI, dopo gli studi in fashion styling all’Istituto Marangoni, decide di tornare nel suo paese d’origine, la Georgia, per realizzare concretamente le sue idee di designer, fondando il brand ANOUKI, declinazione unica e originale di un progetto di grande importanza e del tutto personale, profondamente sentito da parte della stilista. Attraverso i suoi capi, Anouki condivide la sua visione di femminilità, caratterizzata da dettagli e abbinamenti inaspettati.

Negli ultimi anni Anouki ha conquistato la scena internazionale diventando indiscussa icona di stile ed influencer: nel 2016 è stata nominata Number 1 It-Girl from Georgia da Vogue America. Riviste e magazine di fama internazionale come Vogue, Harper’s Bazaar, Elle e il NY Times hanno dedicato ad Anouki, indiscussa star di street style, servizi ed interviste.

 

 Da dove viene la tua passione per la moda?

Potrebbe sorprendervi, ma a differenza della maggior parte delle ragazze non ho mai davvero giocato con le bambole e i loro vestitini, anche se durante l’adolescenza mi sono ritrovata a divertirmi creando look e abiti insoliti. Volevo disegnare abiti per me e per tutte le donne, condividere la mia visione di stile e di estetica femminile.

Quando hai deciso di studiare moda, perché hai scelto Milano e Istituto Marangoni?

Dopo Tbilisi, Milano è come la mia seconda casa. Ho vissuto lì per 5 anni con la mia famiglia, sono profondamente legata a Milano, custodisco della città ricordi molto importanti. Conoscevo già Istituto Marangoni prima ancora di arrivare in Italia, e sono stata felice di avere l’opportunità di studiare in una delle più importanti scuole di moda del mondo. Non ho dovuto pensarci molto quando ho deciso di sceglierlo per la mia formazione, è stata la prima e unica opzione che ho preso in considerazione.

Quanto è stato importante per te Istituto Marangoni? Quali consigli daresti ai giovani studenti di fashion design?

L’intero percorso di studio è stato per me un momento davvero emozionante. Ho passato ore e ore in classe lavorando anche fino a tarda notte. È stato davvero impegnativo, avendo anche un bimbo a casa, tenere il passo con il ritmo della scuola. Ora posso confermare che l’apprendimento di nozioni tecniche e la loro combinazione con il libero processo creativo, mi hanno davvero aiutata non solo a trovare il modo di esprimere le mie idee e il mio linguaggio, ma anche a gestire la realizzazione di una collezione dalla ricerca e ispirazione fino alla realizzazione dei capi.

Che cosa significa per te essere Ambassador di Istituto Marangoni?

È un onore per me essere riconosciuta a livello internazionale come “delegata ufficiale” di Istituto Marangoni e rappresentare i valori della mia scuola. Considerando l’importanza di Istituto Marangoni per la mia crescita professionale, essere nominata Alumni Ambassador è stato davvero importante per me.

Madre di tre bambini, stilista di successo ed ora anche First Lady. Come fai a bilanciare tutti questi lati di te?

Come probabilmente potrete immaginare non è facile gestire tutti questi aspetti, ma nel corso degli anni ho imparato a trovare un giusto equilibrio e a dedicare sufficiente attenzione a tutti gli ambiti della mia vita.

Da dove prendi ispirazione per le tue collezioni? C’è qualche personaggio particolare che guida la tua creatività?

Può sembrare banale, ma viaggiare per il mondo (soprattutto in Italia, visto che trascorro un bel po’ di tempo in Italia durante l’anno, durante le fashion week ma non solo) mi ispira molto. Io classificherei l’Italia al primo posto, sia per la sua ricchezza culturale, storica e naturale, sia per il fatto che trascorro qui parecchio tempo durante l’anno. Amo sedermi in un caffè e semplicemente guardarmi intorno, esplorare bellissime architetture, osservare persone che passeggiano e il loro modo di vestire, farsi catturare da un piccolo dettaglio che può essere fonte di ispirazione per un’intera collezione. Dato che il mio marchio ANOUKI punta tutto sulla femminilità e sui modi per esaltarla, i personaggi che mi ispirano sono sicuramente donne che hanno o hanno avuto uno stile interessante.

A 23 anni hai fondato il tuo marchio di moda Anouki, e l’hai fatto in Georgia. Perché hai scelto di tornare nel tuo paese?

Sono tornata in Georgia per motivi familiari. È stato difficile lasciare l’Italia, ma tornare a Tbilisi è stato davvero un nuovo inizio per me e, inoltre, ho finalmente avuto la possibilità e il tempo di concretizzare tutte le idee e i progetti che avevo in mente quando ero a Milano.  Abbiamo aperto il primo negozio ANOUKI a Tbilisi e abbiamo allestito l’atelier che è praticamente la mia seconda casa. Inoltre, è molto importante per me promuovere il mio paese, a modo mio: mentre le etichette dei capi ANOUKI dicono “MADE IN GEORGIA”, il marchio è conosciuto in tutto il mondo e sta crescendo a livello internazionale e questo mi rende molto orgogliosa. Nel 2016 abbiamo aperto il nostro secondo negozio, a Batumi, sulla costa del Mar Nero, e abbiamo in programma un ulteriore sviluppo, soprattutto all’estero.

Nel 2015 hai lanciato la collezione ‘Miss Anouki’, inizialmente disponibile solo per il mercato georgiano. Cosa ti ha portato a prendere questa decisione e come si è evoluto il marchio?

Quando abbiamo lanciato la nostra prima collezione ANOUKI a Tbilisi, nel 2013, abbiamo importato tessuti di alta qualità e una qualità sartoriale impeccabile, posizionando la collezione a livello luxury con una fascia di prezzo alta. Molte ragazze e donne georgiane volevano indossare ANOUKI, ma non potevano permettersi la maggior parte dei capi, così abbiamo deciso di introdurre una seconda linea, MISS ANOUKI. Abbiamo lavorato molto per trovare nuovi fornitori che potessero fornire materiali a prezzi più economici, mantenendo sempre la qualità della linea principale, e abbiamo cercato aziende partner efficienti che potessero gestire una distribuzione più rapida. Il successo della seconda linea è stato immediato: dal primo giorno, MISS ANOUKI ha conquistato i clienti e la continua crescita delle vendite rappresenta la conferma del mercato.

 Sei molto attiva sui social: qual è secondo te il loro ruolo nel mondo della moda e come li utilizzati?

I social media sono una parte cruciale della mia vita e del mio business, specialmente Instagram.

Ho creato il mio profilo Instagram proprio all’avvio del mio progetto: fin dall’inizio, la mia pagina ha attirato l’attenzione delle persone, i feedback dei follower, il loro engagement e le loro risposte sono stati sempre positivi. Erano interessati a scoprire il mio stile di vita, ricevendo i miei consigli in termini di scelte di moda e styling e ho capito che Instagram poteva aiutarmi a diffondere le mie opinioni, idee e interessi ad un pubblico più ampio. Dopo aver lanciato ANOUKI, è stato proprio il mio profilo Instagram che mi ha aiutato a condividere tutte le informazioni e le notizie sul marchio. Dato che sono l’unico designer del mio marchio, mi sembra molto autentico condividere tutto ciò che accade intorno ad ANOUKI e i miei seguaci sono sempre molto reattivi.

Che cosa pensi dei concorsi di moda? Consiglieresti ai giovani studenti di moda di partecipare? Perché?

Quando sei un talento emergente, dovresti provare tutti i modi possibili per mostrare la tua creatività e condividere le tue idee di moda con un pubblico diverso. Consiglio vivamente a tutti di partecipare ai contest, di correre il rischio e di mettersi alla prova.

Nel 2016 sono stata selezionata da Vogue Italia e YOOX insieme ad altri 9 stilisti emergenti per presentare la mia collezione al “The Next Talent” di Milano. Questa occasione unica mi ha dato l’opportunità di entrare effettivamente nel mondo della moda e incontrare le sue persone, fare rete con i professionisti, ottenere consigli e anche condividere le mie opinioni con loro. Non dimenticherò mai quando Anna Wintour e Franca Sozzani hanno visitato il mio corner a “The Next Talent”, mi hanno parlato e hanno “recensito” la mia collezione: questi sono i momenti davvero entusiasmanti che ti motivano a fare sempre di più!

 

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