incontro e intervista con tom dixon

Gli studenti dell’Istituto Marangoni di Londra hanno incontrano nel suo quartier generale di Portobello Tom Dixon, designer britannico tra i numeri uno al mondo del panorama contemporaneo.

Un tardo pomeriggio autunnale, West London. Gli studenti del Master in Fashion Communication, Promotion e Media della sede di Londra hanno avuto la preziosa opportunità di incontrare e intervistare il designer inglese Tom Dixon, tra i talenti più famosi e apprezzati dei nostri giorni.

Tom Dixon ha accolto e ospitato la classe nel suo quartier generale in Ladbroke Grove, Portobello Dock: un complesso in stile vittoriano che comprende non solo lo studio e uno shop, ma anche un ristorante, the Dock Kitchen. L’incontro si inserisce all’interno del corso di “Giornalismo e Critica” 2015: gli studenti hanno intervistato Dixon per un’esperienza sul campo da veri giornalisti. In classe prima hanno studiato il profilo e il corpus dei lavori del designer, preparando le domande, il ritmo e senso della conversazione. Come gestire una vera intervista Botta & Risposta, dalla fase di ricerca all’articolo finale.

Con un passato da chitarrista, auto-didatta nell’industria del design, Tom Dixon è oggi uno dei più influenti e importanti nomi del settore e del lifestyle contemporaneo. Con il suo omonimo brand è presente in più di 65 paesi, da New York a Taiwan, Bogotà, Tokyo e Istanbul, arredando club, hotel e ristoranti da Parigi a Hong Kong.

Il suo mondo è fatto di oro, metalli, molto rame, di maestose poltrone imbottite in colori flou, gruppi di luci e lampade pendenti. L’eredità e la tradizione britannica si aggiornano continuamente, i materiali grezzi acquistano sempre una patina luccicante. E anche accessori e idee come servizi da tè, candele ispirate ai 4 elementi e divertenti quaderni a forma di caratteristici mattoncini londinesi.

La sua mente si muove instancabile e il suo ingegno si interessa ai più disparati settori e spunti, dalla scienza e i materiali al marketing e packaging. E il suo quartier generale Wharf Building, affacciato sul Grand Union Canal, una volta sede della Vergin Records di Richard Branson, è una collezione delle sue passioni, lo specchio del suo spirito curioso e della sua grinta.   La sua S-Chair di canna, disegnata per Cappellini nel 1989, è parte della collezione permanente del MoMA a New York.

Musica e motocicletta. Ecco come tutto è iniziato. «Alla fine degli anni 70 ero un musicista, suonavo il basso, ma era più disco che punk.  Ho avuto un incidente in moto, con la mia Guzzi… Ho rotto il braccio… Non ho potuto suonare per un po’, così ho incominciato a fare e realizzare oggetti e sedie, e quello è diventato il mio lavoro!». Accento e attitudine inglesi molto forti, Dixon parla con inebriante disinvoltura e contagiosa ironia.

«Due ore molto gradevoli e stimolanti, con un ritmo di conversazione sempre vivo, un giro del mondo tra i nostri studenti internazionali e Tom tra creatività, design e business. 17 studenti con una domanda ciascuno: la classe ha orchestrato il tutto in tempo reale in modo professionale. Sono stata contenta della loro attitudine, attenzione e curiosità. Ed è stato carino e gratificante sentire Tom esclamare che era dispiaciuto fossimo alla fine! Significa che l’intervista di classe l’ha divertito e conquistato, e il lavoro di un giornalista sta anche in questa abilità. Un successo per la nostra attività di pratica! racconta Caterina Lunghi, giornalista e Tutor del programma, che ha proposto l’incontro e guidato la classe in questa esperienza sul campo e nello svolgimento degli articoli che ne sono scaturiti.

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