Cecil Ravelas

Al culmine della sua carriera come project manager nelle Filippine, l’alumna Cecil Ravelas arriva nella capitale del design, Milano, per sviluppare ulteriormente le sue capacità e la sua conoscenza. Seguendo i trend del mercato e la domanda nel suo paese d’origine, Cecil frequenta il corso di Boutique Hotel Design. In questa breve intervista racconta come il progetto svolto durante il corso presso Istituto Marangoni sia poi diventato uno dei più straordinari boutique hotel in Palawan, Filippine, comparso di recente sulla rivista Forbes.

Che cosa ti ha portato dalle Filippine a Milano?

Negli ultimi anni c’è stato un crescente interesse per lo sviluppo di casinò e hotel nelle Filippine. Sono stata personalmente coinvolta in diversi progetti come project director/manager per la maggior parte dei proprietari; esperienza che mi ha consentito di focalizzare la mia attenzione sul design, in particolare sul design di lusso. Durante questi progetti ho avuto spesso occasione di visitare Milano per la ricerca dei materiali e sono rimasta profondamente affascinata dalla sua cultura che, inevitabilmente, ha influenzato la mia sensibilità estetica. Perciò, quando ho deciso di approfondire la mia formazione per meglio trovare clienti, è stato del tutto naturale scegliere Milano e il suo ambiente dinamico. Per questo motivo mi sono iscritta al corso di Boutique Hotel presso l’Istituto Marangoni.

Come è stato studiare nel cuore del design?

La cosa più interessante di studiare a Milano è stato l’avere tutto ciò che c’era da vedere – come materiali, siti, etc – a pochi passi dalla scuola! Non è solo qualcosa che leggi nei libri o vedi sui cataloghi. Penso che il fatto che Milano sia al centro del design rappresenti una grande opportunità per gli studenti grazie alla sua ricca storia e all’abbondanza di cultura e materiali. È come imparare dalla fonte stessa.

Quale è il valore aggiunto di studiare in una scuola italiana come Istituto Marangoni?

Durante il corso ero immersa nel design contemporaneo, di lusso, sofisticato. La mia tutor e mentore, Ester Manitto, ha portato me e i miei colleghi fuori dalla classe e ci ha fatto visitare le attrazioni principali della città in quanto osservatore di design eccellente. Questo esercizio mi ha dato l’opportunità di imparare in maniera approfondita come vengono fatte le cose belle. Abbiamo potuto osservare una varietà di materiali disponibili, dalle pietre ai tessuti alle ceramiche. Siamo andati a vedere i lavori di grandi designer del momento come Patricia Urquiola, Antonio Citterio, Giorgio Armani, Claudio Silvestrin. Ester ci ha fatto vedere attraverso gli occhi di Bruno Munari, Achille Castiglioni e AG Fronzoni. È stato un breve periodo di tempo ma è stato sufficiente per me per vedere le cose in modo ancora differente. In quanto designer oggi direi che il mio lavoro deriva da una esperienza più concentrata, da molta introspezione e molta ricerca.

Come è nato il tuo progetto per il Lagun Boutique Hotel?

Nel corso dei nostri studi ci è stato chiesto di sviluppare un progetto che rappresentasse il nostro paese d’origine. Cosa interessante, nello stesso periodo facevo parte di una commissione per la costruzione di un resort a El Nido, Palawan. Palawan è stata costantemente votata al primo posto come meta di viaggio internazionale. Era il materiale perfetto per le richieste del corso. Durante gli esempi del caso, Ester ci ricordava sempre come il nostro boutique hotel dovesse raccontare la storia del luogo. Continuava ad enfatizzare quanto fosse importante il processo di ricerca e come la selezione dei materiali fosse basata sul concetto o sul contesto di design prefissato. Dovevamo perciò cercare i materiali giusti che avrebbero perfettamente tradotto il nostro concetto.

Questo è come sono nati il lavoro iniziale e il concetto di The Nest, all’interno delle mura di Istituto Marangoni. Come suggerisce il nome del progetto, ho preso ispirazione dal nome della città, El Nido, tradotto “the nest”, il nido. Nido è la parola spagnola per nido di rondine, nidi che si trovano nelle fenditure di roccia calcarea in città. La raccolta dei nidi a El Nido, Palawan è stata osservata addirittura prima della colonizzazione spagnola. È perciò la storia principale da raccontare.

Quale è stata l’idea iniziale per The Nest?

Le immagini e la scheda dei materiali che ho presentato durante l’esposizione del lavoro svolto durante il corso riguardavano un resort lussuoso renderizzato con pavimenti in pietra calcarea beige di Salvatori Stone e tessuti Dedar. La palette era abbastanza neutra con le pietre di un beige simile alla sabbia della spiaggia e dettagli in pietre scure simili alla cava di roccia calcarea trovata a El Nido. La texture stilizzata del nido era già stata adattata per i dettagli del soffitto.

Come è evoluto il progetto dopo esserti diplomata all’Istituto Marangoni?

Il progetto è ulteriormente evoluto quando è stata presa in considerazione la tipologia di ospiti che l’hotel avrebbe accolto. In questo caso sapevo sarebbe stato il mercato dei Millennials e pertanto l’hotel avrebbe avuto bisogno di un tocco giovane e divertente, qualcosa che l’avrebbe reso degno di Instagram. Avendo la necessità di creare una forte esperienza visuale per gli ospiti, The Nest ha iniziato a trasformarsi nel Lagun Hotel. Dal punto di vista visivo il nido è stato mantenuto durante lo sviluppo del design dell’hotel Lagun. In natura i nidi sono costruiti in diverse forme e modi e con diversi materiali, a seconda della disponibilità. Similarmente mi sono chiesta: se gli umani dovessero costruire un nido, come sarebbe? In tutto l’hotel si trovano dei nidi – varie forme di lampade e mobili in fili, metallo o rattan.

E per quanto riguarda la storia…?

Anche la storia è evoluta…Palawan è conosciuta per la sua biodiversità marina quindi è parte della storia che volevamo raccontare agli ospiti dell’hotel. Per creare una variazione visiva in ogni area abbiamo introdotto dei dettagli di colori accesi provenienti dalla palette sottomarina che si ammira facendo snorkeling. Ciò è stato fatto nella sala ristorazione e in una delle stanze degli ospiti. In alcune stanze abbiamo introdotto un vivace giallo e turchese che ricordassero i pattern dei pavoni di Palawan. Un’altra stanza è stata pitturata in sfumature di rosso, viola e arancione, colori che ricordano i tappetini intrecciati che si possono trovare a Palawan ed è anche un richiamo alle banderitas della fiesta della città. L’idea alla base di tutto ciò era di reintrodurre gli ospiti all’avventura che hanno vissuto a Palawan, innescando la loro memoria attraverso l’uso di colori e motivi che si trovano all’interno dell’hotel.

Tornando alla nidificazione, sappiamo anche che è un processo in cui vengono assemblati materiali trovati per caso. Nel caso del Lagun, i viaggiatori stanchi arrivano qui per rifugiarsi e portano con loro una collezione di ricordi ed esperienze che possono essere intrecciati in un unico ricordo felice da condividere con gli altri ospiti dell’hotel.

 

NAZIONALITÀ
Philippines

BRAND O PROFESSIONE
Design Project Manager

SCUOLA
Milano school of design

ANNO DI DIPLOMA
2016

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