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In Motion: l’incontro artistico tra Filippo Cascinelli e Giuseppe Giofrè

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In Motion: l’incontro artistico tra Filippo Cascinelli e Giuseppe Giofrè

Presentata alla Milano Fashion Week FW 2026/2027
23 gennaio 2026
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E’ una storia di moda, di una passione condivisa, di un sogno che si trasforma in visione artistica. Ma anche la storia di un incontro, tra il giovane designer Filippo Cascinelli, formatosi in Istituto Marangoni Milano, e il ballerino Giuseppe Giofré. Si’, proprio lui, il coreografo di Taylor Swift, Jennifer Lopez, Dua Lipa, Kylie Minoguee. «L’ho conosciuto durante le premiazioni di Camera della Moda a Milano, alla Scala, e inizialmente l’ho vestito per il suo press tour di “The Traitors”. Siamo rimasti in contatto e gli ho proposto di lavorare su un progetto insieme », racconta Filippo. E’ nata cosi’ “In Motion”: una capsule-collection pensata per muoversi, respirare, danzare. I capi sono stati durante la Fashion Week milanese, accanto alla collezione principale di Cascinelli, “One Year On” in occasione del primo anno del brand.

Cascinelli 1

Ecco come i due protagonisti raccontano quest’avvincente avventura creativa.

Come avete lavorato sulla capsule In Motion?

Filippo: La capsule è nata dalla mia grande passione per la musica e i concerti. Tra Los Angeles, dove vive Giuseppe, e Milano, dove sono io, abbiamo lavorato giorno e notte tra videochiamate e messaggi per darle vita.

Giuseppe: Durante tutta la fase di preparazione ero costantemente in sala prove, tra allenamenti e call. Ogni giorno mandavo a Filippo tantissime idee e lui è sempre riuscito a tradurle in qualcosa di concreto. Tutto è nato da lui, e sono davvero grato per l'opportunità che mi ha dato. Vivo di arte, danza e musica, e desideravo che tutto questo fosse presente nella creazione, con la sua firma. Ho sempre sognato di creare una mia collezione e grazie a Filippo questo é stato possibile. È stato come un incastro naturale: questo fiore (la sua firma) è sbocciato nel modo più armonioso possibile.

Qual è stata la prima ispirazione e con che materiali avete lavorato?

Filippo: La collezione unisce i volumi che rappresentano Giuseppe all’estetica e ai materiali tipici di Cascinelli. Ci siamo ispirati alle tute intere, che lui usa spesso durante gli allenamenti, sviluppando capi realizzati con materiali come nylon riciclato e gabardine di cotone.

Giuseppe: Sono sempre stato un grande fan delle tute intere. Poterne creare una mia, con le proporzioni giuste e costruita davvero su misura per me, è stato speciale. Grazie a questa lunga cintura che avvolge il corpo, siamo riusciti a trovare l'equilibrio perfetto tra funzionalità ed estetica, creando un outfit che sento davvero mio.

Cascinelli 4

Come avete lavorato sui volumi di In Motion per creare un’armonia tra il corpo e il movimento?

Filippo: Rispetto ai volumi tradizionali delle mie collezioni, con "In Motion" abbiamo introdotto forme pensate per l’estetica di Giuseppe, creando un rapporto più diretto con il corpo e il movimento.

Giuseppe: Filippo è riuscito a entrare immediatamente nel mio mondo e mi ha capito. I nostri capi sono allo stesso tempo molto boxy e incredibilmente lineari, pensati per seguire il corpo e il movimento senza limitarli. 

Se doveste descrivere la collezione con tre parole?

Filippo e Giuseppe: Tecnica, dinamica, sensuale.

Il percorso di Filippo Cascinelli

Accanto a "In Motion", il designer ha festaggiato il primo anno del suo brand con la collezione "One Year On". Un guardaroba i cui volumi s’ispirano ai capi tecnici dell’abbigliamento da montagna con un’estetica che fonde outerwear e romanticismo in chiave innovativa e sofisticata.

Cascinelli 3

Nel comunicato stampa parla di «artigianalità italiana». In cosa consiste più precisamente?

I prodotti Cascinelli sono realizzati interamente a mano da artigiani italiani specializzati nel settore, seguendo lavorazioni tradizionali e non processi industriali.

Cosa l’ha portata a studiare moda in Istituto Marangoni Milano?

Essendo nato e cresciuto a Milano, sapevo che Istituto Marangoni Milano era la scuola migliore a cui affidarsi per studiare moda.

Quali sono le cose più importanti che ha imparato in questo suo percorso formativo?

Ho imparato la dedizione al lavoro, l’importanza di saper costruire qualcosa da solo, la disciplina quotidiana e la consapevolezza che ogni dettaglio conta davvero.

Che consiglio darebbe ad un giovane designer di Istituto Marangoni che si affaccia nel mondo della moda?

Direi di non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà iniziali, di tenere duro e continuare a credere nei propri obiettivi con costanza e determinazione.

Perchè hai avuto voglia di lanciarsi con un proprio brand?

E’ sempre stato il mio sogno fin da piccolo, ma ho voluto prima maturare esperienza in realtà importanti come Prada, per imparare il mestiere a fondo e arrivare preparato a creare un brand tutto mio.

E’ stato difficile? Quali sono gli ostacoli più grandi che ha affrontato e come li ha superati?

Sì, è stato difficile. Bisogna approcciarsi con la mentalità che, aprendo un’attività, si è prima di tutto imprenditori e dopo designer. All’inizio la sfida maggiore era trovare i laboratori giusti, ma oggi, in un mercato complesso e in tensione, la difficoltà maggiore è riuscire a far emergere il proprio brand.

Cascinelli 2

Milano, Parigi, Firenze… Il suo guardaroba ha viaggiato molto. Qual è stata l’esperienza più forte? Quale città offre gli stimoli più interessanti oggi nel menswear?

Firenze ha un posto speciale nel mio cuore, essendo stata la mia prima esperienza nel presentare una collezione. Parigi è stata un’avventura entusiasmante, piena di incontri con professionisti del settore. Ma Milano resta la mia città e il vero centro della mia ispirazione creativa.

E’ importante oggi creare in modo sostenibile? Crede che la moda stia andando realmente in questa direzione o che ci sia ancora molta strada da fare?

Sì, creare in modo sostenibile è fondamentale, ed è un tema che sta molto a cuore alle nuove generazioni. C’è ancora molta strada da fare: bisogna imparare a comprare meno, ma meglio, privilegiando qualità e responsabilità.

C’è un designer che ammira particolarmente o che ha avuto una forte influenza sul suo lavoro?

Sì, ammiro molto Miuccia Prada e Raf Simons, che restano ancora oggi i miei principali punti di riferimento. Lavorare con loro mi ha insegnato moltissimo, sia dal punto di vista creativo sia nella gestione del lavoro nel mondo della moda.

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