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Milano la scuola di moda

Un incontro esclusivo tra tradizione italiana e moda contemporanea

Studiare moda all’Istituto Marangoni Milano significa immergersi nella tradizione della primissima sede dell'istituto, fulcro della moda italiana contemporanea e del prêt-à-porter. Gli studenti avranno l'opportunità di esplorare la cultura del “Made in Italy” e le ultime tendenze, ispirate a un'attenta ricerca e sperimentazione e in grado di unire il lusso artigianale e la cura dei dettagli a effetti sorprendenti. Forti di una lunga esperienza e di un atteggiamento creativo e lungimirante nei confronti del design come del business, la città e la scuola hanno raggiunto una posizione di spicco nel panorama della moda internazionale. Gli studenti di IM Milano prendono parte a progetti speciali sviluppati con maison prestigiose, un'esperienza inestimabile che li aiuterà ad accedere alla fase successiva del loro viaggio nel mondo della moda.

 

 

 

 

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Scopri Istituto Marangoni Milano attraverso i video, dove il patrimonio italiano incontra la moda contemporanea e l’eccellenza del Made in Italy. Scopri come gli studenti combinano artigianato di lusso, innovazione nel design e progetti esclusivi con i principali brand della moda nella capitale mondiale dello stile.

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Scopri un mondo di possibilità creative presso Istituto Marangoni Milano, dove ti aspetta una fusione di creatività ed esperienza nei settori del Fashion Design, del Fashion Business, del Fashion Communication & Image e delle Fragranze e Cosmetica.

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Il Ministro Bernini visita la nuova sede di Istituto Marangoni

Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha visitato la nuova sede milanese di Istituto Marangoni a Palazzo Turati, simbolo di oltre 150 anni di heritage milanese e nuova casa di un’istituzione che da 90 anni contribuisce in modo significativo alla formazione dei protagonisti della moda, del design e della creatività contemporanea.

La nuova sede di Istituto Marangoni prende vita all’interno del celebre Palazzo Turati, con spazi rinnovati e progettati per accogliere i creativi del futuro, in un dialogo armonico tra architettura storica e visione contemporanea dell’educazione.

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Il campus si configura come un hub multidisciplinare in cui moda, tecnologia e creatività si incontrano: dai laboratori fotografici agli studi di content creation, dai workshop di stampa 3D alle aule digitali, gli ambienti sono pensati per favorire sperimentazione, ricerca e innovazione.

Durante la visita, Stefania Valenti, Managing Director di Istituto Marangoni, ha illustrato al Ministro il significativo percorso di sviluppo dell’istituzione negli ultimi anni, dall’apertura della sede di Dubai a quella di Riyadh, sottolineando in particolare l’importanza strategica di rafforzare il legame tra innovazione e creatività. Un connubio essenziale per consentire al comparto del lusso Made in Italy di continuare a essere protagonista nei mercati internazionali.

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«Le Accademie, i Conservatori e gli Istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica - ha spiegato il Ministro Bernini - custodiscono e trasmettono il linguaggio universale della cultura e della creatività. Sono luoghi in cui, ogni giorno, talento, passione e impegno prendono forma, e per questo rappresentano uno dei grandi punti di forza dell’Italia nel mondo. Un patrimonio prezioso che il Ministero dell’Università e della Ricerca sostiene con convinzione, affinché possa crescere nel tempo, rafforzandosi e rinnovandosi. Il nostro impegno è rivolto a rendere il sistema AFAM sempre più accogliente, attrattivo e aperto al dialogo internazionale, favorendo la mobilità di studenti e docenti, le collaborazioni con istituzioni estere e un confronto costante con le filiere creative e produttive. Un lavoro costruito insieme, che mette al centro le persone e le loro aspirazioni».

«Esperienze come quella dell’Istituto Marangoni - ha concluso il Ministro - dimostrano quanto tradizione, innovazione e visione internazionale possano convivere e rafforzarsi a vicenda, creando reali opportunità formative e professionali. È in questa direzione che intendiamo continuare a investire: in un sistema AFAM capace di accompagnare i talenti nel loro percorso, valorizzando l’identità, la creatività e l’eccellenza del saper fare italiano».

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È stato inoltre ricordato il traguardo dei 90 anni di storia di Istituto Marangoni e il suo approccio educativo distintivo, sintetizzato nel concetto dinamico di Marangoni Method(s). Sviluppato in modo flessibile e in continua evoluzione dal 1935 a oggi, il metodo interpreta i cambiamenti della moda e della società, fungendo da ponte tra artigianato e industria, tra atelier e accademia. Una visione che ha contribuito a consolidare il ruolo di Milano come una delle capitali mondiali della moda.

Durante l’incontro sono stati affrontati anche diversi temi di attualità legati all’alta formazione in ambito creativo. In particolare, considerato il profilo fortemente internazionale di Istituto Marangoni, si è discusso del decreto sull’internazionalizzazione dei titoli AFAM all’estero, misura strategica che consentirà alle istituzioni italiane di competere in modo sempre più efficace sui mercati internazionali con i propri titoli accademici. Per questo Stefania Valenti ha rivolto un ringraziamento particolare al Ministro per il suo costante impegno nella valorizzazione delle istituzioni AFAM nel mondo.

Tra le iniziative editoriali legate al 90esimo anniversario, è stata ricordata la pubblicazione del saggio inedito “Il Profumo della Bellezza. Leonardo da Vinci tra moda e stile”, realizzato da Istituto Marangoni in collaborazione con Marsilio Editore. Il volume celebra Leonardo da Vinci come precursore dell’estetica e dei valori fondanti del Made in Italy, reinterpretandone i codici estetici in una prospettiva contemporanea che stimola un dialogo interdisciplinare tra arte, moda e industria. La prefazione al volume è stata scritta dal Ministro Anna Maria Bernini e in essa afferma: «Leonardo è anche il padre ideale del sistema AFAM, una tradizione rinascimentale che vede nell’artista un ricercatore, nel laboratorio un luogo di pensiero, nell’opera un atto di sintesi tra sapere e fare. Istituto Marangoni, con la sua storia lunga 90 anni, rappresenta una delle eccellenze italiane che meglio incarnano questa visione».

Donato Medici, Stefania Valenti, Anna Maria Bernini, Alessandra Gallone, Paolo Meroni, Francesco Fioretto

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In Motion: l’incontro artistico tra Filippo Cascinelli e Giuseppe Giofrè

E’ una storia di moda, di una passione condivisa, di un sogno che si trasforma in visione artistica. Ma anche la storia di un incontro, tra il giovane designer Filippo Cascinelli, formatosi in Istituto Marangoni Milano, e il ballerino Giuseppe Giofré. Si’, proprio lui, il coreografo di Taylor Swift, Jennifer Lopez, Dua Lipa, Kylie Minoguee. «L’ho conosciuto durante le premiazioni di Camera della Moda a Milano, alla Scala, e inizialmente l’ho vestito per il suo press tour di “The Traitors”. Siamo rimasti in contatto e gli ho proposto di lavorare su un progetto insieme », racconta Filippo. E’ nata cosi’ “In Motion”: una capsule-collection pensata per muoversi, respirare, danzare. I capi sono stati durante la Fashion Week milanese, accanto alla collezione principale di Cascinelli, “One Year On” in occasione del primo anno del brand.

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Ecco come i due protagonisti raccontano quest’avvincente avventura creativa.

Come avete lavorato sulla capsule In Motion?

Filippo: La capsule è nata dalla mia grande passione per la musica e i concerti. Tra Los Angeles, dove vive Giuseppe, e Milano, dove sono io, abbiamo lavorato giorno e notte tra videochiamate e messaggi per darle vita.

Giuseppe: Durante tutta la fase di preparazione ero costantemente in sala prove, tra allenamenti e call. Ogni giorno mandavo a Filippo tantissime idee e lui è sempre riuscito a tradurle in qualcosa di concreto. Tutto è nato da lui, e sono davvero grato per l'opportunità che mi ha dato. Vivo di arte, danza e musica, e desideravo che tutto questo fosse presente nella creazione, con la sua firma. Ho sempre sognato di creare una mia collezione e grazie a Filippo questo é stato possibile. È stato come un incastro naturale: questo fiore (la sua firma) è sbocciato nel modo più armonioso possibile.

Qual è stata la prima ispirazione e con che materiali avete lavorato?

Filippo: La collezione unisce i volumi che rappresentano Giuseppe all’estetica e ai materiali tipici di Cascinelli. Ci siamo ispirati alle tute intere, che lui usa spesso durante gli allenamenti, sviluppando capi realizzati con materiali come nylon riciclato e gabardine di cotone.

Giuseppe: Sono sempre stato un grande fan delle tute intere. Poterne creare una mia, con le proporzioni giuste e costruita davvero su misura per me, è stato speciale. Grazie a questa lunga cintura che avvolge il corpo, siamo riusciti a trovare l'equilibrio perfetto tra funzionalità ed estetica, creando un outfit che sento davvero mio.

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Come avete lavorato sui volumi di In Motion per creare un’armonia tra il corpo e il movimento?

Filippo: Rispetto ai volumi tradizionali delle mie collezioni, con "In Motion" abbiamo introdotto forme pensate per l’estetica di Giuseppe, creando un rapporto più diretto con il corpo e il movimento.

Giuseppe: Filippo è riuscito a entrare immediatamente nel mio mondo e mi ha capito. I nostri capi sono allo stesso tempo molto boxy e incredibilmente lineari, pensati per seguire il corpo e il movimento senza limitarli. 

Se doveste descrivere la collezione con tre parole?

Filippo e Giuseppe: Tecnica, dinamica, sensuale.

Il percorso di Filippo Cascinelli

Accanto a "In Motion", il designer ha festaggiato il primo anno del suo brand con la collezione "One Year On". Un guardaroba i cui volumi s’ispirano ai capi tecnici dell’abbigliamento da montagna con un’estetica che fonde outerwear e romanticismo in chiave innovativa e sofisticata.

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Nel comunicato stampa parla di «artigianalità italiana». In cosa consiste più precisamente?

I prodotti Cascinelli sono realizzati interamente a mano da artigiani italiani specializzati nel settore, seguendo lavorazioni tradizionali e non processi industriali.

Cosa l’ha portata a studiare moda in Istituto Marangoni Milano?

Essendo nato e cresciuto a Milano, sapevo che Istituto Marangoni Milano era la scuola migliore a cui affidarsi per studiare moda.

Quali sono le cose più importanti che ha imparato in questo suo percorso formativo?

Ho imparato la dedizione al lavoro, l’importanza di saper costruire qualcosa da solo, la disciplina quotidiana e la consapevolezza che ogni dettaglio conta davvero.

Che consiglio darebbe ad un giovane designer di Istituto Marangoni che si affaccia nel mondo della moda?

Direi di non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà iniziali, di tenere duro e continuare a credere nei propri obiettivi con costanza e determinazione.

Perchè hai avuto voglia di lanciarsi con un proprio brand?

E’ sempre stato il mio sogno fin da piccolo, ma ho voluto prima maturare esperienza in realtà importanti come Prada, per imparare il mestiere a fondo e arrivare preparato a creare un brand tutto mio.

E’ stato difficile? Quali sono gli ostacoli più grandi che ha affrontato e come li ha superati?

Sì, è stato difficile. Bisogna approcciarsi con la mentalità che, aprendo un’attività, si è prima di tutto imprenditori e dopo designer. All’inizio la sfida maggiore era trovare i laboratori giusti, ma oggi, in un mercato complesso e in tensione, la difficoltà maggiore è riuscire a far emergere il proprio brand.

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Milano, Parigi, Firenze… Il suo guardaroba ha viaggiato molto. Qual è stata l’esperienza più forte? Quale città offre gli stimoli più interessanti oggi nel menswear?

Firenze ha un posto speciale nel mio cuore, essendo stata la mia prima esperienza nel presentare una collezione. Parigi è stata un’avventura entusiasmante, piena di incontri con professionisti del settore. Ma Milano resta la mia città e il vero centro della mia ispirazione creativa.

E’ importante oggi creare in modo sostenibile? Crede che la moda stia andando realmente in questa direzione o che ci sia ancora molta strada da fare?

Sì, creare in modo sostenibile è fondamentale, ed è un tema che sta molto a cuore alle nuove generazioni. C’è ancora molta strada da fare: bisogna imparare a comprare meno, ma meglio, privilegiando qualità e responsabilità.

C’è un designer che ammira particolarmente o che ha avuto una forte influenza sul suo lavoro?

Sì, ammiro molto Miuccia Prada e Raf Simons, che restano ancora oggi i miei principali punti di riferimento. Lavorare con loro mi ha insegnato moltissimo, sia dal punto di vista creativo sia nella gestione del lavoro nel mondo della moda.

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I'M MENTORS

I Mentor rappresentano un punto di riferimento strategico per i futuri talenti della moda, nonché fonte di ispirazione e guida per stimolare gli studenti ad affinare le loro capacità.

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