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Progetto

“Tomorrow comes Today” di Ylenia Selvaggia Carusi

Per il contest “Brand New Voices” di Istituto Marangoni in partnership con Vogue Italia
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Ylenia Selvaggia Carusi, aspirante Stylist che inizierà il suo percorso accademico in Fashion Styling & Creative Direction ha presentato il progetto “Tomorrow comes Today” in cui ha esplorato gli universi di Patagonia e Stella McCartney, due noti brand che hanno abbracciato la sostenibilità come valore fondante della propria identità, oltre che Avavav e il brand indonesiano Isa Boulder.

Ylenia Selvaggia introduce il suo progetto partendo proprio dal titolo che ha scelto “Tomorrow Comes Today” che è una citazione all’omonimo brano della band Gorillaz, che da sempre utilizza il mezzo della musica come strumento di denuncia sociale e per stimolare la riflessione su temi di attualità. 

“Ciò che volevo comunicare era l’idea per cui se vogliamo vivere in un futuro che sia all’altezza delle nostre aspettative dobbiamo iniziare a costruirlo oggi, non solo conquistando nuovi traguardi ma anche preservando quelli che abbiamo già raggiunto e proteggendo ciò che non abbiamo ottenuto personalmente ma ci è stato dato, il nostro pianeta, senza darlo mai per scontato. Le nuove generazioni si sono dimostrate molto sensibili al tema della salvaguardia dell’ambiente e consapevoli dell’importanza di fare in prima persona la propria parte. Anche il mondo della moda è responsabile dell’impatto ambientale che le sue produzioni hanno sul pianeta e i consumatori fortunatamente stanno iniziando a esigere una politica ambientale più accorta da parte delle aziende”.

Ylenia prosegue poi con un’analisi di due noti brand sostenibili - “Tra i maggiori brand completamente sostenibili troviamo a esempio Patagonia che, anche per le sue origini, ha un'impostazione fortemente fondata sul legame con la natura, e Stella McCartney, che ha dimostrato come anche un brand di abbigliamento non tecnico può adottare una produzione sostenibile. Tuttavia sono i designer emergenti a essersi dimostrati i più preparati a sviluppare le loro collezioni nel rispetto dell’ecosistema. Quello che trovo particolarmente interessante è come, nella maggior parte dei casi, questa scelta sostenibile sia implicita e non un elemento su cui basare la promozione del brand, a riprova che per le nuove generazioni adottare un approccio che abbia il minor impatto possibile non è visto come un trend ma come un prerequisito”.

“Ho scelto di presentare due brand che, attuando entrambi politiche sostenibili, hanno un approccio al design del prodotto molto diverso tra loro. Quello che infatti è spesso un luogo comune della moda sostenibile è che questo implichi in qualche modo un sacrificio nell’estetica dei capi e che le collezioni siano simili tra loro. Non è così. Il primo brand che ho scelto è Avavav, marchio italiano con sede a Firenze, che presenta abiti e accessori con silhouette futuristiche e fantasie sgargianti in grado di unire suggestioni del mondo naturale. Trovo questo approccio innovativo e simbolico in quanto offre una rappresentazione creativa dell’incontro tra la tendenza allo sviluppo tecnologico e, come contro altare, una rinnovata ricerca del legame tra uomo e natura che caratterizzano la nostra epoca. Artificiale e naturale si uniscono idealmente e in modo complementare  si migliorano in quanto dimensioni non slegate ma dialoganti”.

Ylenia Selvaggia ha poi scelto un secondo brand, fondato in Indonesia “Isa Boulder propone linee più marcatamente artigianali ma comunque moderne e al passo con le tendenze. Del suo approccio mi ha colpito la riscoperta del lavoro manuale e conseguentemente il risalto dato all’unicità del prodotto che non è più solo un oggetto creato in serie e privo di spirito ma il risultato di un processo di cui porta ancora i segni. Sono il tempo e l’attenzione impiegati da persone concrete, nonché la loro passione nell’attività che svolgono, a rendere unico e di qualità l’articolo”.

La futura studentessa conclude che “ad oggi nel settore della moda c’è ancora molto margine di miglioramento per la produzione sostenibile ma sembra che finalmente un cambiamento inizi a vedersi e la chiave potrebbe essere la riscoperta della moda nel suo aspetto sociale e politico, non più relegata al sua forma più superficiale di produzione di vestiti, bensì come riflesso dei processi sociali e delle mutazioni nelle sensibilità delle società”.

School
MILANO DESIGN
Course
Section
undergraduate-Ba (Hons) Degree · Corsi triennali