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Moda e fotografia: un connubio in costante evoluzione

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Moda e fotografia: un connubio in costante evoluzione

30 settembre 2021
CONDIVIDI FASHION STYLING & MULTIMEDIA INTENSIVE LA SCUOLA DI MODA DI MILANO LA SCUOLA DI MODA E ARTE DI FIRENZE

Tra eventi virtuali e shooting “domestici”, come sta cambiando la fotografia di moda?

Il mondo della moda continua ad esplorare il digitale per promuovere i brand e le collezioni delle ultime stagioni. Tra pochi giorni, dopo Milano, sarà il turno della Paris Fashion Week in cui sfileranno tutte le case di moda più importanti: Armani, Prada, Fendi, Etro, Moschino, Missoni, Dolce & Gabbana. Alla Paris Fashion Week torneranno anche Valentino e Versace.

Non sappiamo ancora per quanto tempo la moda dovrà rinunciare alle passerelle ma sicuramente la situazione contingente ha portato a ripensare le forme di comunicazione e promozione del lusso.

La fotografia di moda tra emergenza e “new normal”

Nell’anno del digital, la fotografia di moda è al centro di un grande cambiamento, sia dal punto di vista tecnico che da quello creativo e artistico. Un’evoluzione importante che viene analizzata anche nei nuovi corsi online di Fashion Styling & Multimedia Intensive di Istituto Marangoni, dei veri percorsi di approfondimento costantemente aggiornati sulle ultime tendenze.

È trascorso quasi un anno dai primi lockdown globali, con fotografi e modelle impegnati a gestire i set fotografici da remoto: anche una top model come Bella Hadid si è lanciata negli home shooting, raccontando il suo lavoro a distanza con la stylist. E un’intramontabile Cindy Crawford ha usato FaceTime per farsi dirigere da remoto.

La distanza dal reale, tra tecnologia e nuove sensibilità

La tecnologia e i social media hanno sicuramente ampliato le potenzialità di realizzare immagini di qualità e di renderle fruibili ad un pubblico sempre più ampio.

Esiste anche una nuova sensibilità del pubblico che in tempi di crisi ed emergenze, sembra emotivamente attratta da immagini più autentiche e meno patinate, più vicine alla quotidianità.   
Tesi ribadita nelle scorse settimane sul New York Times dai famosi fotografi di moda Tim Walker, Shaniqwa JarvisSolve Sundsbø e Quil Lemons, con una riflessione profonda e in parte “politica”: nell’anno della pandemia (e negli USA di #BlackLivesMatter) la distanza epocale tra il mondo reale e la fotografia di moda, intesa nel senso tradizionale del termine ha ancora senso? 

Enhancing the future”: un concetto di speranza verso il futuro per raccogliere il meglio del pensiero creativo contemporaneo.
Il futuro della fotografia è stato uno dei temi di Enhancing the future, il progetto di conversazioni virtuali con i grandi protagonisti della moda, dellarte e del design, che proprio in questi giorni esce anche in formato libro.

Due maestri di generazioni diverse come Paolo Roversi e Solve Sundsbø hanno incontrato virtualmente docenti e studenti di Istituto Marangoni per raccontare l’evoluzione della propria professione e l’approccio distintivo che li ha resi delle icone nel mondo dell’immagine.
Il norvegese Sundsbø, fedele alla sua poetica nordica, ha confermato il suo impegno a cercare con profondità lo straordinario e la bellezza nel quotidiano e nella “normalità”.

Roversi, il fotografo che ha creato l’immagine di Armani negli anni 90, ha ribadito il suo profondo legame con la fotografia analogica e con i tempi lenti e meditati di uno studio fotografico.

Anche le testate di moda stanno scegliendo il “new normal”, come  Vogue che sceglie di far vivere la moda per strada e di realizzare servizi senza modelle né fotografi, scattati da venticinque dei più importanti stylist internazionali, scegliendo come modelle persone reali.

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