Apre la mostra dedicata al progetto con il museo della seta di Hangzou
Apre la mostra dedicata al progetto con il museo della seta di Hangzou
Sarà inaugurata il 20 maggio nella sede del campus milanese di Palazzo Turati la mostra dedicata al progetto China–Italy Fashion & Art Exchange 2025, che ha visto cinque studenti di Istituto Marangoni Milano confrontarsi con il patrimonio artistico e tessile conservato al China National Silk Museum di Hangzhou. L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina e rappresenta un esempio di dialogo culturale tra heritage e design contemporaneo.
Da Pechino a Milano
La collaborazione ha preso il via nel 2025 con il viaggio di Ayda Mahdavi, Nadia Andreea Alecu, Wang Vige, Erez Bitton e Renato Caggiano, tutti studenti del corso Fashion Design & Accessories di Istituto Marangoni Milano, a Hangzhou, capitale della regione dello Zhejiang, famosa per il suggestivo West Lake scelto due anni fa da Chanel come sfondo per un’indimenticabile sfilata dei Métiers d’Art.
In questo contesto, grazie ad un partenariato con il China National Silk Museum, la Zhejiang Sci-Tech University, il Consolato Italiano a Shanghai e la CCTV (China Central Television), i giovani talenti hanno partecipato a workshop creativi accanto a loro omologhi cinesi, visitato aziende di moda locali e sviluppato capi ispirati al patrimonio culturale dell’Impero di Mezzo. Le creazioni nate da questa esperienza di scambio sono state presentate al Silk Road Cultural Heritage Innovation Fashion Show di Pechino nell’ottobre scorso e arrivano ora a Milano, dove saranno esposte dal 20 maggio negli spazi del campus di Palazzo Turati.
La «cultural relics activation»
Nelle mani degli studenti, i tesori dell’antica tradizione cinese e un materiale affascinante come la seta assumono una dimensione contemporanea, espressione della sensibilità delle nuove generazioni. Il patrimonio museale prende vita, si trasforma in un linguaggio creativo attuale, attraverso il concetto di “cultural relics activation”, un processo che riattualizza simboli e motivi antichi perchè i giovani d’oggi possano appropriarsene e indossarli. Gli allievi della scuola milanese hanno lavorato accanto ai loro coetanei e ai professori della Zhejiang Sci-Tech University (ZSTU), istituzione fondata nel 1897 a Hangzhou, famosa per il suo approccio multidisciplinare che fonde estetica tradizionale cinese, design contemporaneo e tecnologia. Questi scambi sono strumenti fondamentali per una formazione a 360°.
Immersione nel mondo della seta
Non si è trattato dunque soltanto di un progetto accademico, ma di un’esperienza immersiva, costruita intorno alla ricerca, al viaggio, alla scoperta e alla sperimentazione. Un percorso che li ha anche avvicinati ad una delle più importanti istituzioni internazionali dedicate alla cultura della seta. Aperto nel 1992, ampliato e ristrutturato i tra il 2015 e il 2016, il China National Silk Museum di Hangzhou racconta la storia della seta in Cina e le tecniche artigianali di lavorazione ad essa collegate; ospita inoltre mostre tematiche che mostrano l’influenza che questo materiale ha esercitato nel tempo non soltano sulla moda, ma anche sulla letteratura, la poesia e l’arte.
Un workshop dedicato alla Cina
All’opening della mostra di Milano saranno presenti due studenti, uno della scuola di Milano e uno della Zhejiang Sci-Tech University, per presentare le loro opere raccontarne il percorso creativo. Oltre all’exhibition, un workshop sul tema Decorating Chinese Costumes with World Patterns, il 22 maggio, aperto a 20 studenti, allargherà le frontiere tra le diverse culture. Ai partecipanti sarano distribuite card con silhouette di costumi tradizionali cinesi. Avranno 15 minuti per creare e fotografare composizioni usando il campus come sfondo, da condividere con gli altri studenti per un confrontare le ispirazioni.
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