Il dialogo tra make-up e abito: dagli Oscar alle strategie delle maison
Il dialogo tra make-up e abito: dagli Oscar alle strategie delle maison
Per chi si forma nel management del Beauty, il dialogo tra make-up e abito rappresenta un terreno di analisi privilegiato.
Da un lato, il red carpet evidenzia il ruolo del make-up come strumento di branding personale, relativamente indipendente dall’outfit. Dall’altro, le strategie delle maison mettono in luce come il beauty rappresenti oggi una leva fondamentale di crescita, posizionamento e storytelling. Nell’equilibrio tra questi elementi si gioca una parte essenziale del futuro dell’industria del lusso.
I recenti Academy Awards hanno evidenziato che i look diventano sempre più raffinati, quasi minimalisti, caratterizzati da palette ton-sur-ton e rossetti dalle tonalità naturali, con poche eccezioni più audaci. Un’estetica che invita a riflettere sul rapporto tra make-up e abito, soprattutto quando si tratta di creazioni haute couture indossate sul red carpet, con look osservati da tutti.
Come dialogano davvero trucco e outfit? È necessario che colori e stile si accordino perfettamente?
I look degli Oscar
Osservando le celebrity, emerge una prima distinzione fondamentale, come spiega Michela Guasco, Programme Leader dell'area di Fashion Communication & Image « Il make-up da red carpet non risponde alle stesse logiche di quello delle sfilate, delle campagne o degli editoriali. Attrici, cantanti e personalità pubbliche tendono infatti a preservare una forte coerenza identitaria. Il trucco diventa parte integrante del loro personal brand, più che un elemento completamente subordinato all’abito ».
Esempi emblematici sono quelli di Nicole Kidman, che ha scelto un look luminoso firmato dalla casa giapponese Clé de Peau Beauté, oppure di Priyanka Chopra, il cui make-up – come sottolineato dalla make-up artist Morgane Martini – privilegia la perfezione dell’incarnato senza focalizzarsi eccessivamente su occhi e labbra. Allo stesso modo, personalità come Gwyneth Paltrow, Anne Hathaway, Emma Stone o Elle Fanning hanno adottato sul red carpet degli Oscar un make-up di sicuro impatto: occhi puliti, eyeliner nero, ciglia definite e labbra neutre. Un tipo di trucco pensato per funzionare con qualsiasi abito da sera.
Ci sono tuttavia casi in cui il dialogo tra make-up e outfit diventa più esplicito. Il rossetto rosso dell’oscarizzata Jessie Buckley, ad esempio, può richiamare direttamente l’abito firmato Chanel, mentre Lola Young, con un vestito firmato Vivienne Westwood adotta un make-up più provocante non solo coerente con il dress di una maison spesso irriverente, ma in linea anche con lo stile personale dell’artista.
«Nel complesso, si può affermare che nel campo delle celebrity il make-up tende a essere trasversale e adattabile, mentre l’armonia con l’abito si gioca soprattutto sulla palette cromatica piuttosto che sullo stile. Il trucco deve valorizzare il volto e garantire riconoscibilità, più che “seguire” l’abito », spiega Michela Guasco.
Perché è necessario imparare a far dialogare trucco e moda nelle maison del lusso
Se il legame tra make-up e abito appare relativamente flessibile sul red carpet, diventa invece centrale e strategico per le maison di moda.
Oggi, sviluppare una linea beauty, e in particolare make-up, è una scelta quasi imprescindibile per i brand del lusso. Case come Louis Vuitton o Hermès stanno investendo sempre più in questo settore.
« Innanzitutto, il make-up rappresenta un entry point accessibile: rispetto agli abiti o agli accessori, ha un prezzo più abbordabile, permettendo a un pubblico più ampio di entrare nell’universo del brand - aggiunge la Programme Leader - Inoltre, si tratta di prodotti di consumo, che generano acquisti ripetuti e quindi fidelizzazione. Ma non è solo una questione commerciale. Il make-up è anche un potente strumento di espressione dell’identità della maison. Le collezioni beauty sono spesso sviluppate dai creative director che lavorano nei backstage delle sfilate, come Pat McGrath per Louis Vuitton, Peter Philips per Dior, Lucy Bridge per Dries Van Noten o Yadim per Valentino. Attraverso colori, texture e packaging, queste linee traducono in prodotti beauty i codici estetici del brand, creando una continuità tra passerella, comunicazione e esperienza del consumatore ».
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