Diventare Product Designer oggi
Diventare Product Designer oggi
Nel mondo del design contemporaneo, il ruolo del Product Designer va ben oltre la forma di un oggetto: richiede metodo, visione, capacità di interpretare bisogni complessi e trasformarli in soluzioni coerenti, concrete e realizzabili. È proprio in questo equilibrio tra creatività e progettualità che si inserisce il percorso di Alberto Lago, Alumnus di Istituto Marangoni Milano Design e oggi Product Designer in Lissoni&Partners. All’interno dello studio, lavora su progetti ad alto livello di personalizzazione, confrontandosi anche con il mondo dello yachting, dove il design diventa parte integrante dell’architettura e dell’esperienza dello spazio. E il mare, come vedremo, torna spesso come fil rouge dei suoi progetti.

Prima di intraprendere la strada del design, Alberto aveva maturato un’esperienza professionale di sei anni nel settore metalmeccanico, ricoprendo ruoli tra produzione e magazzini. Un passaggio fondamentale per costruire una consapevolezza chiara: quella di voler cambiare direzione, senza improvvisare.
«Avevo le idee molto chiare su cosa volevo fare e su chi volevo diventare. Cercavo un’università che mi fornisse le competenze creative e metodologiche per concepire un prodotto dall’inizio alla fine, per incanalare la mia creatività e trasformarla in prodotti concreti, e Istituto Marangoni mi ha dato proprio questo».
Sistema modulare progettato da Imagine, studio fondato da Alberto Lago insieme a due alumni di Istituto Marangoni Milano Design. Realizzato in acciaio inox, il sistema è composto da elementi combinabili che permettono un alto livello di personalizzazione, adattandosi a diverse funzioni e contesti d’uso: da vaso e portaoggetti fino a libreria o mobile TV, grazie a una struttura solida ottenuta tramite incastri progettati ad hoc.
Un percorso immersivo, tra laboratorio e visione del presente
Per Alberto, l’esperienza in Istituto Marangoni Milano Design non è stata solo formazione, ma un vero allenamento quotidiano al mestiere del progettista. Un percorso vissuto con intensità e spirito di iniziativa, sfruttando ogni occasione come opportunità concreta di crescita.
«Ho sfruttato al massimo ogni opportunità che l’università mi offriva – l'ho davvero spremuta fino al nocciolo. Quando non avevo lezione, ero sempre in laboratorio di modellistica con Lorenzo Bustillos, il mio Program Leader, a chiedere consigli sui miei progetti scolastici e personali, o a parlare delle ultime novità nel mondo del design, dall'AI ai progetti più interessanti realizzati dai grandi designer per aziende di prestigio».
È proprio questa attitudine a vivere il design come disciplina quotidiana che Alberto riconosce come uno degli aspetti più importanti ereditati dal percorso di studi.
«Vivere la propria passione ogni giorno è senza dubbio ciò che mi sono portato dietro da Istituto Marangoni Milano Design, e quello che ancora mi accompagna nel mio lavoro da Lissoni&Partners oggi. Vivere il design nel cuore di Milano e poter contribuire al suo continuo cambiamento è un privilegio per il quale sarò sempre grato».

Whistle Lamp: progetto di illuminazione indossabile ideato da Alberto Lago. Pensata a Venezia, la lampada può essere indossata alla cintura o a tracolla, lasciando le mani libere. Grazie a un’anima in metallo integrata all’interno delle cime, la luce può essere direzionata liberamente. Nata per il lavoro in barca, è utilizzabile in diversi contesti quotidiani.
Un approccio progettuale che parte dallo spazio
Oggi Alberto lavora su progetti caratterizzati da un alto livello di personalizzazione, dove il design non si limita alla singola soluzione, ma costruisce un sistema coerente, integrato, capace di valorizzare l’esperienza complessiva.
Il suo metodo ha un principio guida preciso, che applica in modo costante:
«Il mio metodo di progettazione è sempre lo stesso: progettare spazi aperti».
Anche quando lavora su stanze o arredi, il focus rimane quello di creare continuità visiva, ridurre l’impatto degli elementi e restituire un senso di ampiezza e respiro.
«Nel custom design cerco sempre di integrare i prodotti nell’architettura, possibilmente in continuità di materiale. Questo approccio riduce l’impatto visivo degli arredi, creando vedute più ampie e facendo percepire gli spazi come più grandi».
Un’impostazione che, per Alberto, rappresenta una differenza netta rispetto a un certo tipo di progettazione tradizionale, spesso più centrata sull’oggetto come elemento protagonista.
«È un approccio contrario a quello del design tradizionale, dove l'attenzione è focalizzata sul prodotto, che spesso viene pensato come l'elemento centrale e distintivo».
Dal concept al dettaglio: un processo fatto di ascolto e struttura
Nella progettazione contemporanea, saper gestire input diversi e visioni multiple è una competenza cruciale. Alberto lo racconta in modo molto diretto: chi commissiona un progetto spesso non ha “poche idee”, ma molte — ed è proprio lì che serve metodo.
«Credetemi quando vi dico che hanno spesso troppe idee, non troppe poche. Eppure, nonostante le molteplici visioni, il flusso di lavoro rimane sempre lo stesso».
Il processo parte dalla comprensione dell’uso reale degli spazi, per arrivare gradualmente alla definizione completa: layout, moodboard, materiali, colori e scelte finali. Un progetto costruito per gradi, con incontri e validazioni progressive.
«Nei primi incontri, ci concentriamo sull'uso che faranno. Successivamente, si definisce il layout delle stanze. Con i clienti, elaboriamo un moodboard iniziale, che diventa la base del nostro progetto, che presenteremo passo dopo passo durante i vari meeting».
E l’attenzione arriva fino ai dettagli più piccoli, senza perdere coerenza:
«Partiamo dall'architettura generale e arriviamo a definire anche il colore del tessuto dei cuscini e i quadri appesi alle pareti. Ogni dettaglio è pensato e progettato da noi, sempre in linea con le preferenze estetiche del cliente».
Seaside Collection: collezione di arredi progettata da Alberto Lago. Le cime, leggermente elastiche, sono pensate per muoversi con una leggera brezza, evocando i panni stesi alle finestre e sulle terrazze delle località marittime. Un progetto che porta il mare all’interno degli spazi, trasformando l’immaginario costiero in linguaggio progettuale.
Curiosità e identità: la competenza che fa la differenza
A chi oggi si affaccia al mondo della progettazione, Alberto lascia un consiglio chiaro, che parla di approccio prima ancora che di tecnica: esplorare, vivere, essere curiosi.
«Navigate. Non intendo nel suo senso letterale, ma nell'invito a vivere il mondo che sentite vostro in lungo e in largo, che si tratti di musica, arte, design di prodotto o navale. Dovete essere curiosi».
Per lui, una delle chiavi più forti nei momenti decisivi — come i colloqui e l’ingresso nel mondo del lavoro — è stata proprio l’esperienza personale, perché costruisce identità e credibilità.
«Le nozioni che hanno avuto un impatto maggiore durante i miei colloqui di lavoro sono state proprio le mie esperienze personali e la mia identità».
Ed è da qui che nasce la lezione più importante: conoscere davvero il settore in cui si vuole lavorare, in profondità, al di là della teoria.
«La profonda conoscenza del settore in cui si lavora è una delle basi fondamentali per diventare un buon progettista».
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