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Maison Margiela Residences: il master come laboratorio di progettazione reale

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Maison Margiela Residences: il master come laboratorio di progettazione reale

Una nuova sfida per gli studenti
05 marzo 2026
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Nel panorama della formazione contemporanea nel design, la capacità di integrare didattica e industria rappresenta un elemento distintivo. La collaborazione tra Istituto Marangoni Milano Design e Maison Margiela, sviluppata all’interno del Master in Interior Contract Design, si configura come un vero e proprio case study formativo.

Il brief Maison Margiela Residences non è un’esercitazione teorica, ma una simulazione strutturata di un progetto reale: 144 residenze di lusso a Yas Island, Abu Dhabi, pensate per un target internazionale high-net-worth. Gli studenti sono chiamati a interpretare un’identità globale consolidata, confrontandosi con vincoli culturali, climatici, strategici e di mercato.

Questo tipo di esperienza trasforma il Master in un laboratorio professionale, dove metodologia, visione critica e responsabilità progettuale diventano centrali quanto la creatività.

Dall’analisi del brand alla costruzione di un pensiero progettuale

All’interno del percorso del Master, il primo passo non è la forma, ma l’analisi profonda del brand. Gli studenti lavorano sulla comprensione dei principi fondanti della Maison — deconstruction, material honesty, tonal whites, memoria e silenzio visivo — traducendoli in una grammatica spaziale coerente.

Raccontando il proprio approccio iniziale, la studentessa Hana Giulia Khamash descrive un momento chiave di consapevolezza metodologica: “Quello che mi ha colpito immediatamente è stata l’idea di restrizione. Il progetto non chiede una dichiarazione visiva forte, ma un ambiente residenziale che traduca la filosofia di Maison Margiela in qualcosa di vissuto e intimo.” 

Per la studentessa, il vero esercizio formativo è stato comprendere che il valore non risiede nell’impatto, ma nell’atmosfera: “Ho capito che il concept non doveva basarsi sull’effetto scenico, ma su uno storytelling diffuso e silenzioso. Mi sono chiesta: come può uno spazio essere intellettualmente potente e allo stesso tempo sottile?” 

Questa riflessione evidenzia come il Master stimoli un passaggio cruciale: dal gesto creativo istintivo a una progettazione consapevole, argomentata e strategica.

Metodo professionale: strumenti e responsabilità

Il progetto richiede l’utilizzo di strumenti tipici della pratica professionale: moodboard avanzati, ricerca materica approfondita, modellazione tridimensionale e studio della luce naturale.

Hana sottolinea l’importanza del rigore nella costruzione del linguaggio materico: “Con una palette di bianchi e neutri, la differenza tra uno spazio piatto e uno sofisticato sta tutta nella texture. Plaster, travertino, metalli spazzolati e tessuti devono essere testati e compresi prima di essere inseriti nel progetto.” 

La riflessione si estende alla dimensione temporale della materia: “Il brief parla di memoria e autenticità. Sto cercando finiture che reagiscano alla luce e che invecchino bene nel tempo, soprattutto considerando l’atmosfera marittima di Yas Island.” 

Questo approccio dimostra come il Master non si limiti a sviluppare competenze estetiche, ma costruisca una cultura progettuale fondata su analisi, ricerca e responsabilità tecnica.

Interpretare, non imitare

Uno degli aspetti più formativi dell’esperienza è la necessità di interpretare un’identità forte senza ridurla a semplice estetica. Hana evidenzia chiaramente questa sfida: “Per Margiela la decostruzione non significa frammentazione, ma mostrare come le cose sono fatte. Nello spazio questo si traduce in giunzioni visibili, transizioni espresse e strutture valorizzate, non nascoste.” 

E aggiunge: “La sfida più grande è l’equilibrio. Sarebbe facile imitare elementi superficiali, ma il vero lavoro è comprendere il pensiero dietro l’estetica. Se il risultato è allineato alla filosofia della Maison e allo stesso tempo riflette la mia sensibilità verso proporzione e atmosfera, allora l’equilibrio è riuscito.” 

Il Master come ponte verso la professione

Attraverso questo progetto, il Master in Interior Contract Design si afferma come piattaforma di transizione tra accademia e professione. Gli studenti apprendono come dialogare con brand internazionali, come interpretare un target specifico e come costruire un progetto coerente con un contesto culturale complesso.

La collaborazione con Maison Margiela dimostra come la formazione possa trasformarsi in esperienza concreta, allenando i futuri designer al pensiero critico, alla responsabilità progettuale e alla visione strategica.

In questo senso, il Master diventa un vero case study di didattica applicata: un modello educativo che prepara professionisti capaci di operare con consapevolezza nel panorama globale del design contemporaneo.

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