Mahra Mustafa premiata con il terzo posto al Sergio Cereda Design Awards 2026
Mahra Mustafa premiata con il terzo posto al Sergio Cereda Design Awards 2026
Istituto Marangoni Milano Design celebra un traguardo importante: il terzo posto della studentessa Mahra Mustafa al Sergio Cereda Design Awards 2026 e la nomination di altri tre colleghi tra i finalisti.
I progetti presentati celebrano concept eyewear che raccontano approcci diversi ma una stessa direzione progettuale: unire ricerca, funzione e identità in oggetti capaci di andare oltre l’accessorio.
I finalisti sono stati Anping Chu, Camille Ferreira, Gustav Craft e Mahra Mustafa, selezionati con progetti che attraversano performance sportiva, architettura, sostenibilità e sperimentazione percettiva.
Il Sergio Cereda Design Awards è un premio dedicato alla cultura del progetto e alla sperimentazione, nato per valorizzare le nuove generazioni di designer. Ogni edizione mette in luce proposte capaci di coniugare visione creativa, innovazione e qualità progettuale, offrendo spazio a ricerche che interpretano il design come linguaggio del presente e del futuro.
I progetti sono stati valutati da una giuria internazionale composta da giudici di grande prestigio:
Harvey Ross — Founder, Viva International; Chairman, Ross Holdings; CEO, OPTYX New York
Lorraine Berton — President, MIDO | Milano Eyewear Show
Stefania Cereda Oppermann — Design Consultant, EssilorLuxottica
Caterina Cereda — Design & Strategic Consultant; Co-Founder, Sergio Cereda Eyewear Design Archive
David Friedfeld — President, ClearVision Optical
Giovanni Vitaloni — Founder & Creative Director, VANNI Eyewear
Bruno Palmegiani — Eyewear Designer & Industry Consultant
Il progetto di Mahra Mustafa – REFRACT
Con REFRACT, Mahra Mustafa utilizza la rifrazione della luce come metafora di unità e diversità. La forma sfaccettata traduce un simbolo universale in un’esperienza visiva e concettuale: l’occhiale diventa un oggetto che non si limita a proteggere, ma interagisce con la luce.

Particolarità: struttura sfaccettata che rifrange la luce nei colori, ispirata ai cerchi olimpici.
Funzione: non solo protezione solare, ma esperienza visiva e concettuale che rende la luce parte attiva del design.
Gli altri progetti finalisti
Anping Chu – AERFLOW
Ispirato alle traiettorie dello sci, AERFLOW trasforma velocità e protezione in una forma fluida e aerodinamica. Sport, tecnologia e stile si fondono in un linguaggio visivo futuristico e funzionale, progettato per seguire il movimento e amplificarne la dinamica.

Particolarità: montatura monoscocca aerodinamica, senza naselli, struttura avvolgente e finitura iridescente.
Funzione: massima protezione e comfort durante il movimento, pensata per passare dallo sport all’uso quotidiano.
Camille Ferreira – Ligne Alpine / Ligne Claire
Con Ligne Alpine / Ligne Claire, Camille Ferreira costruisce un dialogo tra design sportivo e architettura modernista ispirato a Charlotte Perriand. Materiali naturali e forme alpine danno vita a due espressioni complementari dello stesso pensiero progettuale, tra rigore e sensibilità contemporanea.

Particolarità: integrazione di pelle, legno e metallo ispirata all’architettura modernista alpina.
Funzione: reinterpretare l’occhiale sportivo in chiave elegante e wearable, bilanciando performance ed estetica quotidiana.
Gustav Craft – SERAC / ARCTE
SERAC / ARCTE è eyewear realizzato in PET riciclato che trasforma i grandi eventi in oggetti carichi di memoria e significato. Ogni montatura è unica, tra sostenibilità, performance e paesaggio alpino, in un progetto che unisce materia e racconto.

Particolarità: montature in PET riciclato marmorizzato, ogni pezzo è irripetibile.
Funzione: protezione outdoor con valore simbolico, trasformando rifiuti in memoria da indossare.
Uno sguardo comune: eyewear come ricerca contemporanea
Questi quattro progetti confermano una visione chiara: l’eyewear è oggi un campo di ricerca completo, in cui tecnica, sostenibilità, cultura del design e immaginario convivono. Un equilibrio tra performance e quotidianità, tra materia e significato, dove l’innovazione non è solo formale, ma diventa linguaggio.
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