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Istituto Marangoni Milano Design e RED-EYE: nuove visioni tra AI, cinema e storytelling

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Istituto Marangoni Milano Design e RED-EYE: nuove visioni tra AI, cinema e storytelling

Gli studenti di Visual Communication Design esplorano il futuro della narrazione audiovisiva attraverso intelligenza artificiale, sperimentazione e creatività.
09 ottobre 2026
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Come si racconta una storia nell'era dell'intelligenza artificiale? E quali nuove possibilità si aprono quando cinema, animazione, CGI e tecnologie digitali diventano strumenti per dare forma a ricordi, emozioni e immaginari personali?
Sono queste alcune delle domande al centro della collaborazione tra Istituto Marangoni Milano Design e RED-EYE, piattaforma editoriale internazionale dedicata alla cultura visiva contemporanea, che esplora le connessioni tra arte, moda, design e innovazione tecnologica.
Il progetto ha coinvolto gli studenti del dipartimento di Visual Communication Design in un percorso di sperimentazione dedicato ai nuovi linguaggi audiovisivi, invitandoli a confrontarsi con le potenzialità dell'intelligenza artificiale generativa e a sviluppare una propria visione autoriale.
L'iniziativa si inserisce nel percorso formativo guidato da Paola Rolli, Programme Leader del dipartimento di Visual Communication Design di Istituto Marangoni Milano Design, e ha visto il coinvolgimento di Gloria Maria Cappelletti, Editor-in-Chief e Creative Director di RED-EYE, e di Ced Pakusevskij, regista e art director che ha accompagnato gli studenti nello sviluppo dei progetti attraverso una masterclass dedicata alle nuove frontiere del filmmaking.
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Dall'esperienza personale alla sperimentazione visiva

Un ricordo d'infanzia, un luogo significativo, una storia familiare o una riflessione mai espressa. Il punto di partenza del progetto è stato volutamente personale: agli studenti è stato chiesto di individuare un elemento della propria esperienza e trasformarlo nel primo fotogramma di un racconto capace di spingersi verso territori visivi completamente nuovi.
Guidati da Ced Pakusevskij in tutte le fasi, i partecipanti hanno sperimentato l'integrazione di riprese tradizionali, immagini generate dall'intelligenza artificiale, CGI, motion design, animazione, compositing e sound design, scegliendo di volta in volta gli strumenti più adatti alle esigenze narrative.
L'obiettivo non era semplicemente acquisire competenze tecniche o esplorare le funzionalità di nuovi software, ma comprendere come la tecnologia possa ampliare le possibilità espressive di un autore. L'intelligenza artificiale è diventata così uno strumento per reinterpretare la memoria, costruire atmosfere, immaginare scenari alternativi e rendere visibili emozioni e pensieri difficili da tradurre attraverso i linguaggi cinematografici tradizionali.
Un approccio che riflette una delle trasformazioni più interessanti del panorama creativo contemporaneo: il progressivo superamento dei confini tra cinema, animazione, gaming e produzione digitale, a favore di forme di storytelling sempre più ibride e sperimentali.

Otto cortometraggi per raccontare identità, memoria e futuro

Tra i lavori sviluppati durante il percorso, sono stati selezionati i progetti di Ada Pachon, Ayleen Shaker, Chu Tran Bao Linh, Emil Gasanov, Laura Medina, Maximilian Gatev, Oskar Knoph Bruun e Polina Khaybullina, otto giovani creativi che hanno interpretato il tema attraverso linguaggi e sensibilità differenti.
I cortometraggi affrontano questioni profondamente contemporanee, dal rapporto tra identità e appartenenza culturale all'influenza della tecnologia sulle scelte individuali, dalla memoria familiare alla percezione del corpo, fino al confine sempre più sottile tra realtà e immaginazione.
In LINGUAL, Ada Pachon trasforma la barriera linguistica in un racconto fantascientifico che riflette sulla pressione sociale ad adattarsi e sulla necessità di preservare la propria identità.
Con HALO, Ayleen Shaker immagina invece un futuro in cui un impianto neurale alimentato dall'intelligenza artificiale promette di semplificare ogni decisione, sollevando interrogativi sul rapporto tra autonomia personale e dipendenza tecnologica.
La riflessione sull'identità culturale è al centro di Teeth Blackening, il progetto di Chu Tran Bao Linh che rilegge un'antica tradizione estetica vietnamita per interrogarsi sull'influenza dei modelli cromatici occidentali e sulla perdita delle proprie radici. Emil Gassanov, con KIBAЛ / HOME, parte invece dai filmati del matrimonio dei genitori del 1998 nel lontano Dagestan per costruire un racconto intimo sulla memoria, sulla famiglia e sul significato di appartenenza.
In The Edge, Laura Medina utilizza l'intelligenza artificiale per raccontare il desiderio di sottrarsi alla ripetitività della vita quotidiana, mentre Maximilian Gatev immagina in The Vigil un mondo surreale segnato da una pandemia di insonnia. Oskar Knoph Bruun, con NESBYEN 2042, trasforma un particolare ricordo d'infanzia in una visione futuristica dello sport e dei limiti del corpo umano. Infine, Polina Khaybullina esplora in Boullerina il rapporto tra danza, memoria ed emozioni, dando movimento e profondità digitale a dipinti realizzati a mano da lei stessa.
Pur nella loro diversità, gli otto progetti condividono un elemento fondamentale: la volontà di utilizzare le nuove tecnologie non come semplici strumenti di produzione, ma come parte integrante di un processo creativo personale, in cui la visione dell'autore rimane centrale.

Una collaborazione tra formazione e industria creativa

Il progetto rappresenta un esempio concreto dell'approccio formativo di Istituto Marangoni Milano Design, che promuove il dialogo tra ricerca, sperimentazione e mondo professionale, offrendo agli studenti occasioni per confrontarsi con le trasformazioni dell'industria creativa.
La collaborazione con RED-EYE ha permesso ai partecipanti di sviluppare progetti capaci di dialogare con i linguaggi della comunicazione visiva internazionale, grazie anche al confronto con professionisti che operano tra cinema, direzione creativa, editoria e innovazione digitale.
In questo contesto, Gloria Maria Cappelletti, figura di riferimento nell'esplorazione delle relazioni tra cultura visiva e nuove tecnologie, ha partecipato attivamente alla selezione dei migliori progetti e alla pubblicazione sui suoi canali, contribuendo a dare visibilità ai risultati del percorso anche al di fuori dell'ambiente accademico.

Dai D&AD Awards al Milano Film Fest: il talento oltre l'aula

L'esperienza con RED-EYE si inserisce in un percorso più ampio che vede gli studenti di Visual Communication Design di Istituto Marangoni Milano Design confrontarsi con il panorama creativo internazionale, attraverso progetti, collaborazioni, partecipazioni promosse e supportate dal Program Leader Paola Rolli.
Tra i risultati più significativi del 2026 figura il Wood Pencil ai D&AD New Blood Awards, conquistato da Maximilian Gatev, Laura Medina e Oskar Knoph Bruun con The Bench Marks, un progetto sviluppato con la guida del tutor Andrea Bomentre in risposta a un brief di Affinity e Canva che reinterpreta la panchina pubblica come spazio di incontro, relazione e condivisione.
A confermare l'attenzione della scuola verso i nuovi linguaggi audiovisivi è stata anche la partecipazione al Milano Film Fest 2026, con la proiezione di cortometraggi realizzati dagli studenti di Visual Communication Design e la masterclass Slipping Past. Beyond the Screen, dedicata all'evoluzione del cinema nell'era dell'intelligenza artificiale e dei media immersivi, che ha visto tra i protagonisti Ced Pakusevskij, Francesco Briganti e Selim Unlusoy.
Esperienze differenti, accomunate dalla volontà di offrire agli studenti opportunità concrete per misurarsi con il mondo professionale, sviluppare una propria identità creativa e portare le proprie idee oltre i confini della scuola.

 

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