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Degree Show 2026

Istituto Marangoni Milano

«In questa occasione celebriamo non solo il traguardo accademico, ma anche l'inizio di nuovi percorsi. Ogni progetto esposto riflette curiosità, resilienza e il coraggio di trasformare le idee in realtà significative

Paolo Meroni • School Director

DEGREE SHOW 2026 · ISTITUTO MARANGONI MILANO

Il Degree Show 2026 presenta una selezione curata dei progetti finali degli studenti prossimi al diploma dei programmi di Istituto Marangoni Milano. Ospitata nello storico Palazzo Turati, in Via Meravigli 7, la mostra offre una piattaforma unica ai talenti emergenti per incontrare figure di spicco delle industrie della moda e della creatività.

«In questa occasione celebriamo non solo il traguardo accademico, ma anche l'inizio di nuovi percorsi. Ogni progetto esposto riflette curiosità, resilienza e il coraggio di trasformare le idee in realtà significative Paolo Meroni, School Director

 

Discover the undergraduate and postgraduate programmes at Istituto Marangoni Milano that shaped the creative journeys behind the Degree Show, where emerging talents present their projects, portfolios and visions across fashion design, styling, business, communication and contemporary luxury culture.

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Questa esposizione riunisce i migliori progetti delle principali discipline fashion della Scuola, mettendo in evidenza la varietà, la profondità e l'innovazione che definiscono il percorso accademico dei nostri diplomandi. Che si tratti di portfolio fisici, capi, narrazioni digitali, immagini in movimento o concept strategici di business, ogni lavoro riflette una voce unica, un processo creativo rigoroso e una visione orientata al futuro.

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Nel corso della mostra, gli ospiti, tra cui rappresentanti della stampa e importanti professionisti del settore, interagiranno con i progetti e contribuiranno a decretare i vincitori di ciascuna delle sette categorie accademiche. Il Degree Show diventa così non solo una celebrazione del traguardo accademico, ma anche un'importante piattaforma di riconoscimento da parte dell'industria, capace di valorizzare eccellenza, originalità e preparazione professionale in tutti gli ambiti della formazione fashion.

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Il Degree Show 2026 testimonia l'impegno, la creatività e l'ambizione di una nuova generazione di designer, professionisti della comunicazione, manager e innovatori, pronti a plasmare il futuro del sistema moda, come sottolineato da Diana Marian Murek, Director of Education.

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ANTONIO ROTOLO

Prima che la materia ceda

PRIMA CHE LA MATERIA CEDA esplora la tensione tra precisione e fragilità, controllo e vulnerabilità, trasformando il corpo in uno spazio modellato da forze opposte. Ispirata a La nausea di Jean-Paul Sartre e La donna della bomba atomica di Gabriella Greison, la collezione propone una visione della femminilità sospesa tra attrazione e repulsione, ordine scientifico e instabilità emotiva.

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Piuttosto che perseguire la perfezione, il progetto celebra la bellezza dell'imperfezione. La sua protagonista emerge attraverso gesti spontanei e momenti fugaci in cui il controllo lascia spazio all'autenticità. La fotografia di strada di Gary Winogrand costituisce un importante riferimento visivo, capace di catturare il magnetismo dell'inaspettato e la poesia della vita quotidiana.

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Combinando tailoring, maglieria, accessori e sperimentazione tessile, la collezione indaga il rapporto tra forme morbide e strutturate. Drappeggi, silhouette costruite, lavorazioni tecniche a maglia, pelle, ricamo, superfici infeltrite, tessuti manipolati e stampe sviluppate su misura si uniscono per tradurre concetti astratti in un raffinato linguaggio progettuale. Ogni capo riflette un articolato processo di sviluppo, in cui artigianalità e innovazione dialogano per ridefinire l'eleganza contemporanea.

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Il risultato è una collezione che considera il fashion design come una forma di ricerca, in cui costruzione, esplorazione dei materiali e sperimentazione diventano strumenti per esprimere la complessità dell'identità contemporanea. PRIMA CHE LA MATERIA CEDA riflette infine sul fragile istante prima che l'equilibrio ceda, rivelando la bellezza nella tensione, nella contraddizione e nella trasformazione.

MARIA EUGENIA CHONG

Esplorare la moda attraverso narrazione, memoria e sperimentazione visiva

Questa selezione di progetti editoriali esplora la creazione dell'immagine di moda come uno spazio in cui convergono storytelling, riferimenti culturali e styling sperimentale. Ogni editoriale sviluppa un linguaggio visivo distinto, utilizzando la moda come mezzo per indagare percezione, identità, memoria e materialità.

Optical Delirium trasforma il contesto familiare di un esame della vista in un'esperienza visiva surreale, in cui gli strumenti clinici diventano mezzi per manipolare la percezione. Ispirato agli stati alterati della visione, l'editoriale mette in discussione il modo in cui la realtà viene percepita, abbracciando la distorsione anziché la correzione.

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In Armature, la struttura diventa al tempo stesso soggetto e metafora. Traendo ispirazione da oggetti scheletrici e strutture a vista, il progetto indaga ciò che si cela sotto la decorazione, rivelando gli elementi invisibili che sostengono la forma e riflettendo al contempo sull'evoluzione creativa personale.

Ispirato a Dreams di Akira Kurosawa, Yume IX intreccia riferimenti cinematografici con mitologia, ricordi personali e simbolismi culturali. Attraverso immagini surreali, l'editoriale esplora il rapporto tra umanità e natura, fondendo la moda con narrazioni oniriche che attraversano confini geografici e storici.

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Pulpería reinterpreta il patrimonio visivo del Perù coloniale attraverso una prospettiva contemporanea. Facendo riferimento a personaggi storici, abiti e oggetti quotidiani rappresentati nelle opere di Pancho Fierro, l'editoriale ricolloca queste narrazioni nelle strade di Milano, creando un dialogo tra culture, architetture e identità differenti.

Infine, Sound OFF trae origine da un'eredità familiare legata alla costruzione di strumenti musicali, trasformando gli oggetti sonori in inaspettati elementi beauty. Separati dalla loro funzione originaria, gli strumenti diventano materiali tattili capaci di tradurre il suono in composizione visiva, evidenziando il potenziale espressivo di texture, forma e artigianalità.

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Nel loro insieme, questi editoriali dimostrano un approccio alla creazione dell'immagine di moda che va oltre l'estetica, posizionando lo styling come una pratica guidata dalla ricerca, in cui riferimenti storici, esperienza personale e sperimentazione concettuale si incontrano per generare narrazioni visive originali.

ISABELLA ARIEDE

SENSIS

SENSIS, sviluppato da Isabella Ariede, ripensa l'esperienza dell'e-commerce fashion attraverso un approccio all'acquisto più accurato, personalizzato e consapevole. In un settore in cui l'incertezza legata alle taglie resta una delle principali cause di reso dei prodotti, SENSIS introduce una piattaforma intelligente pensata per accompagnare gli utenti lungo l'intero percorso d'acquisto, aiutandoli a prendere decisioni più sicure prima di completare l'ordine.

Il progetto combina profilazione digitale del corpo, analisi delle misure e raccomandazioni personalizzate per individuare la vestibilità più adatta a ciascun consumatore. Attraverso la creazione di un avatar digitale e l'elaborazione di dati antropometrici, SENSIS fornisce indicazioni dettagliate su taglia, vestibilità del capo ed esperienza complessiva di utilizzo, trasferendo nell'ambiente online i vantaggi del fitting in negozio.

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Oltre alle raccomandazioni sulle taglie, la piattaforma integra feedback di utenti con caratteristiche corporee simili, favorendo confronti significativi e aumentando la fiducia nel processo d'acquisto. Questo approccio user-centered supporta decisioni più consapevoli, rafforzando al tempo stesso la trasparenza tra brand e clienti.

SENSIS affronta inoltre alcune delle principali sfide economiche e ambientali del settore retail. Riducendo il numero dei resi, la piattaforma aiuta i retailer online a minimizzare i costi operativi e migliorare l'efficienza logistica. Allo stesso tempo, un minor numero di spedizioni di reso contribuisce a ridurre l'impatto ambientale associato al trasporto e alle reverse supply chain.

Concepito come una soluzione inclusiva sia per i consumatori sia per le aziende fashion, SENSIS propone un nuovo modo di connettere persone, prodotti e dati. Integrando tecnologia, user experience e sostenibilità, SENSIS di Isabella Ariede presenta una visione orientata al futuro dello shopping online, in cui ogni acquisto può diventare più accurato, efficiente e responsabile.

REGINA FUENTES

Rhode 2035: immaginare il futuro della skincare attraverso tecnologia, community e personalizzazione

Come sarà la skincare nel 2035? Rhode 2035 è un eccezionale progetto di tesi finale di Regina Fuentes, selezionato per l'Istituto Marangoni Milano Degree Show 2026, che esplora la futura evoluzione dell'industria beauty attraverso una prospettiva strategica e innovativa.

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Partendo dall'identità contemporanea di Rhode nel settore skincare, il progetto immagina la trasformazione del brand in un ecosistema beauty olistico pensato per la Generazione Alpha: un nuovo modello che combina tecnologia, esperienze fisiche e connessione umana.

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Attraverso analisi della pelle basate sull'AI, touchpoint urbani interattivi e hub dedicati alla community, Rhode 2035 propone un futuro in cui il beauty supera il prodotto per diventare un'esperienza personalizzata e continuativa. Il progetto esplora come la skincare possa evolvere verso una pratica più consapevole, incentrata su personalizzazione a lungo termine, conoscenza della pelle e benessere individuale.

Unendo innovazione digitale a momenti di cura e connessione, il concept immagina un ecosistema beauty in cui la tecnologia supporta un rapporto più sereno e significativo tra le persone e le proprie routine di self-care.

Combinando ricerca sui trend, pensiero strategico e visione creativa, Regina Fuentes esplora il ruolo emergente della comunicazione e del management nel settore beauty, immaginando nuovi modi in cui brand, tecnologie e consumatori potranno interagire in futuro.

Concept studentesco realizzato esclusivamente a fini didattici. Il progetto non rappresenta una collaborazione ufficiale con il brand Rhode.

TALA YOSSR

YADAN: la moda come catalizzatore del cambiamento sociale

Può la moda diventare una forza capace di generare impatto sociale? Questa domanda è al centro di YADAN, il progetto finale della studentessa di Fashion Product Tala Yossr, che combina design, imprenditorialità e sostenibilità per favorire l'empowerment femminile attraverso l'artigianato tradizionale.

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Ispirato alla parola araba Yad ("mano"), YADAN celebra il valore dell'artigianato come strumento di tutela culturale, opportunità economica e sviluppo delle comunità. Il progetto immagina un'impresa sociale che sostiene le donne beduine trasformando il sapere artigianale tradizionale in occupazione sostenibile e indipendenza a lungo termine.

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Il progetto si basa su un'ampia ricerca sul campo condotta a Manshiyat Naser, al Cairo, in collaborazione con l'Association for the Protection of the Environment (APE). Attraverso visite sul posto e interviste alle artigiane coinvolte nei programmi dell'organizzazione, Tala ha documentato come istruzione, formazione professionale e occupazione equa possano diventare potenti strumenti di indipendenza economica e inclusione sociale. Le loro storie personali rivelano l'impatto trasformativo che l'artigianato può avere sia sugli individui sia sulle comunità.

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YADAN abbraccia inoltre i principi della moda circolare attraverso un modello di business incentrato su materiali deadstock, upcycling tessile ed estensione del ciclo di vita dei prodotti. La sostenibilità viene quindi affrontata sia come impegno ambientale sia come strategia per generare valore sociale duraturo, dimostrando come il design responsabile possa portare benefici alle persone tanto quanto al pianeta.

Più che una proposta di fashion product, YADAN offre una visione più ampia del design come catalizzatore di cambiamento positivo. Riunendo innovazione, patrimonio culturale e imprenditorialità sociale, il progetto evidenzia il ruolo in evoluzione della moda nell'affrontare le sfide contemporanee. Rappresenta un esempio significativo di come i nuovi professionisti creativi possano utilizzare il design per costruire futuri più inclusivi, resilienti e sostenibili.

ALESSANDRO BRIENZA

Eclat

Per la stagione SS 2027-2028, il designer Alessandro Brienza presenta ECLAT: la frammentazione di luce e vetro, una collezione che esplora il confine tra struttura e vulnerabilità. Ispirato alla fisica della goccia del Principe Rupert, il progetto riflette l'immagine di un involucro esterno rigido che cela un'elevata tensione interna.

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Al centro si trova il concetto di Substrato: strati esterni puliti e minimali agiscono come filtri traslucidi, rivelando una complessa profondità interna. Attraverso una stratificazione sartoriale di PVC rigenerato, TPU e velluto devoré, i capi superano la bidimensionalità della superficie per trasformarsi in architetture tridimensionali.

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Traendo ispirazione dalle esplorazioni sulla luce di Olafur Eliasson e Tokujin Yoshioka, Brienza trasforma l'abito in un prisma dinamico. La luce penetra attraverso gli strati, rifrangendosi in riflessi mutevoli a ogni movimento, affermando che il vero lusso contemporaneo risiede nella vulnerabilità protetta.