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Elena Friolotto vince il contest Swarovski Alumni con un abito ispirato alla luce della rugiada

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Elena Friolotto vince il contest Swarovski Alumni con un abito ispirato alla luce della rugiada

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16 giugno 2026
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Elena Friolotto, founder del brand di corsetteria Eibhlin Actias, è la vincitrice del contest Alumni lanciato da Swarovski all’inizio dell’anno per celebrare i designer che hanno consolidato il loro talento con un approccio contemporaneo. Elena, studentessa di Istituto Marangoni Milano dal 2018 al 2022, ha seguito il corso di Fashion Design & Accessories laureandosi con 110 e lode. Il progetto premiato da Swarovski, ispirato ai riflessi delle gocce di rugiada su un prato all’alba, si è tradotto in un abito dalle lucentezze vivide e cangianti, che mostra l’expertise artigianale acquisita dalla giovane creatrice e il suo slancio innovatore. L’outfit è composto da un corsetto impreziosito da strass Swarovski disposti in un raffinato degradé che cattura la luce e da una gonna di voile di seta, sulla quale brilla una via lattea di cristallI. «Tra ricerca, progettazione, sviluppo del modello, confezione e lavoro manuale, l’esecuzione ha richiesto diverse settimane - spiega - solo la decorazione della gonna ha comportato l’applicazione di circa seimila cristalli, posizionati uno alla volta a mano».

L’abito è stato presentato in anteprima nel flagship store di Swarovski di Piazza Duomo 31, una splendida vetrina per l’Alumna di Istituto Marangoni Milano che ci racconta come ha preso forma il progetto e in che modo il percorso formativo nella scuola sia stato fondamentale per realizzare le sue ambizioni. 

Il look esposto in boutique

Elena, cosa significa per te questo premio?

E’ una conferma che le persone sanno riconoscere la sensibilità, la ricerca e la cura che metto in ogni creazione. Arriva inoltre in un momento molto importante della mia vita professionale, a pochi mesi dall’apertura del mio atelier. Spero possa essere un’occasione per farmi conoscere a un pubblico più ampio e per costruire nuove collaborazioni. Quando si opera come artigiana e designer indipendente, gran parte del percorso si svolge lontano dai riflettori, tra prove, errori e tantissime ore di lavoro. Questo premio mi incoraggia a credere nella mia visione: un progetto costruito intorno all’artigianalità, alla lentezza e alla qualità oggi può trovare spazio e riconoscimento. 

L’immagine del prato coperto di rugiada è forte e poetica. Come ha preso forma?

Mi sono immaginata le gocce di rugiada illuminate dai primi raggi del sole, come fossero piccoli cristalli sparsi sull’erba. Sono sempre stata attratta dalla bellezza delle cose effimere. La rugiada esiste solo per poche ore e spesso passa inosservata, eppure, osservata da vicino, rivela uno straordinario fascino. Rappresenta anche il passaggio tra notte e giorno. Credo che il mio lavoro nasca proprio dall’osservazione di dettagli normalmente ignorati e dalla loro trasformazione in una narrazione di moda. Mi affascinava l’idea di trasformare un fenomeno così delicato e temporaneo in qualcosa che potesse essere indossato e conservato nel tempo.

FRIOLOTTO 1

Dal punto di vista tecnico, quali sono state le fasi di esecuzione più difficili?

La sfida più grande è stata tradurre un’immagine delicata come la rugiada in un capo strutturato come un corsetto. La gonna è composta da dodici metri di chiffon di seta Taroni, plissettato a mano in vita, ed è impreziosita da circa seimila cristalli applicati manualmente uno a uno lungo l’orlo. È stato un lavoro lungo e meticoloso. Anche il corsetto ha richiesto un’approfondita ricerca tecnica. È realizzato in duchesse di seta Taroni e decorato con gocce Swarovski disposte in modo da ricreare l’effetto naturale della rugiada sul tessuto. Il mio obiettivo era ottenere qualcosa che sembrasse nato spontaneamente, proprio come accade in natura.

Cosa significa Swarovski per te?

Lavoro con cristalli Swarovski da tanti anni e sono convinta che non siano semplicemente un elemento decorativo: hanno la capacità di amplificare un’idea, di dare vita a una superficie e di creare un dialogo continuo con chi osserva il capo. Per questo lavorare con un materiale così iconico è stato particolarmente stimolante. La luce si trasforma in emozione. Credo che esistano molti punti di incontro tra il mio approccio e i valori di questa maison: la ricerca del dettaglio, l’eccellenza della lavorazione e la volontà di creare qualcosa che susciti emozioni. Mi piacerebbe esplorare nuove possibilità creative con loro, mantenendo sempre una forte componente artigianale, che è il cuore del mio lavoro.

In ogni fase del progetto emerge il tuo attaccamento all’artigianalità. Che valore ha secondo te nel mondo d’oggi?

Significa trasformare il tempo in valore. Viviamo in un’epoca in cui tutto deve essere veloce, ma un capo come questo racconta esattamente il contrario. Sono processi che non possono essere accelerati senza perdere qualcosa. Il vero lusso oggi è proprio questo: sapere che dietro un oggetto ci sono mani, esperienza, ricerca, passione e tempo. Penso che il bello di creare tutto a mano partendo da zero sia la possibilità di sviluppare uno stile riconoscibile senza rinunciare a sperimentare. Un giorno posso lavorare su un abito couture ispirato alla rugiada, il giorno dopo su un corsetto in denim con fiori e farfalle in pelle realizzati a mano. È questa continua evoluzione a rendere il processo creativo così stimolante.

La corsetteria è un settore di una grande complessità tecnica. Cosa ti ha spinto a imboccare questa strada?

E’ stata proprio la complessità tecnica ad affascinarmi. È una disciplina che richiede precisione, conoscenza dei materiali e un’approfondita comprensione del corpo umano. Quello che amo del corsetto è che unisce ingegneria e creatività. Oggi non è più percepito come simbolo di costrizione, ma come uno strumento di espressione personale, capace di valorizzare il corpo e raccontare un’identità. 

FRIOLOTTO 3

Quanto è contato nel progetto che hai realizzato e più in generale nella creazione della tua casa di moda il percorso compiuto con Istituto Marangoni Milano? Quali sono stati gli insegnamenti più importanti per te?

Il percorso all’Istituto Marangoni Milano è stato fondamentale perché mi ha fornito non solo competenze tecniche, ma soprattutto un metodo di lavoro. Mi ha insegnato a sviluppare un progetto partendo dalla ricerca, a costruire una narrazione coerente e a tradurre un’idea in un prodotto concreto. Ancora oggi applico questi insegnamenti in ogni collezione e in ogni creazione.

Con quale maison o marchio sogni una collaborazione per il tuo brand?

Se dovessi rispondere in modo ambizioso, direi sicuramente Dior e Alexander McQueen. Sono due realtà che, pur avendo identità diverse, condividono aspetti che sento molto vicini alla mia sensibilità: l’attenzione alla costruzione del capo, la ricerca artigianale e la capacità di trasformare un abito in una narrazione. Allo stesso tempo mi affascinano collaborazioni con realtà più lontane dal mio mondo, come Loewe. Mi piace l’idea di confrontarmi con materiali, linguaggi e approcci differenti.

About Eibhlín Actias

Eibhlín Actias (da Eibhlin, la forma gaelica di Elena e Actias, la delicata Falena Luna, simbolo di trasformazione e luce) è un atelier specializzato in corsetteria e abiti su misura. Fondato nel 2025 da Elena Friolotto, Alumna di Istituto Marangoni Milano, ad Alassio (Savona), pone il corsetto al centro di ogni creazione.

«Non un simbolo di costrizione, ma una struttura narrativa attraverso cui raccontare storie, emozioni e identità. Da questa base nascono abiti da sposa, capi da sera e pezzi unici realizzati completamente su misura»

Spiega la creatrice. Una parte molto importante del lavoro è legata alla memoria e agli affetti. I clienti affidano a Elena merletti, ricami o tessuti appartenuti a persone care e lei li trasforma in nuove creazioni da indossare.

«È uno degli aspetti più emozionanti del mio lavoro, perché permette di dare nuova vita a ricordi preziosi».

Elena collabora con numerosi artisti e la sua clientela è internazionale. Ogni capo viene realizzato su ordinazione e racconta una storia unica, per riflettere la persona che lo indossa.

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