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Milano la scuola di moda

Un incontro esclusivo tra tradizione italiana e moda contemporanea

Studiare moda all’Istituto Marangoni Milano significa immergersi nella tradizione della primissima sede dell'istituto, fulcro della moda italiana contemporanea e del prêt-à-porter. Gli studenti avranno l'opportunità di esplorare la cultura del “Made in Italy” e le ultime tendenze, ispirate a un'attenta ricerca e sperimentazione e in grado di unire il lusso artigianale e la cura dei dettagli a effetti sorprendenti. Forti di una lunga esperienza e di un atteggiamento creativo e lungimirante nei confronti del design come del business, la città e la scuola hanno raggiunto una posizione di spicco nel panorama della moda internazionale. Gli studenti di IM Milano prendono parte a progetti speciali sviluppati con maison prestigiose, un'esperienza inestimabile che li aiuterà ad accedere alla fase successiva del loro viaggio nel mondo della moda.

 

 

 

 

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Scopri Istituto Marangoni Milano attraverso i video, dove il patrimonio italiano incontra la moda contemporanea e l’eccellenza del Made in Italy. Scopri come gli studenti combinano artigianato di lusso, innovazione nel design e progetti esclusivi con i principali brand della moda nella capitale mondiale dello stile.

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Scopri un mondo di possibilità creative presso Istituto Marangoni Milano, dove ti aspetta una fusione di creatività ed esperienza nei settori del Fashion Design, del Fashion Business, del Fashion Communication & Image e delle Fragranze e Cosmetica.

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Missoni accende la creatività degli studenti di Istituto Marangoni Milano

Il progetto Kaleidoscope 

Quando Missoni chiama… Istituto Marangoni Milano risponde con entusiasmo, mettendo in campo quella creatività orientata al futuro che da sempre lo contraddistingue. La maison fondata nel 1953 da Ottavio e Rosita Missoni, simbolo dell’eccellenza italiana nel desgn e nella moda, aveva lanciato un mentorship programme davvero stimolante a tutti gli studenti del primo annoPartendo dai ricchissimi archivi del brand, il brief invitava a reinterpretare il concetto di molteplicità e metamorfosi attraverso una serie di moodboard, concepiti come un vero e proprio caleidoscopio di visioni in grado di mettere in dialogo tradizione e innovazione. Un primo moodboard, Discover Yourself,era dedicato all’esplorazione dell’identità visiva personale dello studente, mentre i successivi si dovevano concentrare sull’identità del brand e su ciò che Missoni rappresenta oggi per ciascun autore.

Cinque progetti premiati 

Tra i 30 progetti selezionati in un primo tempo, cinque sono stati premiati e i giovani creativi hanno ricevuto un contributo economico dalla Scuola per sostenere il loro talento e proseguire gli studi. La loro spinta creativa dimostra come la visione di Missoni sia ancora estremamente attuale e in grado di ispirare le nuove generazioni di designer. Tra ristoranti, capsule collection, stampe, profumi e nuove esperienze retail, le proposte raccontano a 360 gradi il lifestyle Missoni.

I progetti vincitori  

Asia Bianchi, studentessa di Fashion Design & Accessories, ha creato una capsule collection in knitwear ispirata, come racconta lei stessa, «all’influenza Space Age degli anni ’60». Il progetto rielabora alcune delle stampe e dei pattern più iconici della maison, combinandoli in un patchwork che prende forma in silhouette leggere, dinamiche e giocose. 

Zlata Zubkova, studentessa di Fashion Product, immagina Tropico Missoni, un ristorante «in cui l’estetica del brand incontra la sensualità tropicale». Uno spazio in cui natura e design, tradizione e modernità, Italia ed esotismo si fondono in un vivace caleidoscopio visivo. 

Il tema della trasformazione continua con IPSE, la fragranza progettata da Sofia Zimmardi, studentessa del primo anno di Fragrances & Cosmetics Product and Communication: «Un profumo in costante evoluzione, che cambia nel tempo e reagisce alla temperatura del corpo e allo stato emotivo». Il flacone si ispira a un’illustrazione della collezione Missoni A/I 1968 raffigurante due donne, simbolo del dualismo tra ciò che mostriamo e ciò che siamo realmente.  

Julia Migli Espinoza, giovane designer del corso Fashion Design & Accessories, rielabora i pattern Missoni partendo dalle stratificazioni concentriche dell’agata, una pietra dura dalle sfumature calde e profonde, utilizzata come punto di partenza «per esplorare l’interazione tra passato e presente». 

Mentre Kaleidoroom by Missoni, il progetto di Iulianna Shilova, aspirante stylist del corso Fashion Styling & Creative Direction, è uno spazio pensato per i più giovani, da inserire nei flagship store del brand. Un ambiente colorato e immersivo che riflette la filosofia della maison e propone una nuova esperienza di shopping per le famiglie. «Missoni potrebbe diventare il primo brand di lusso capace di coinvolgere e fidelizzare la sua futura audience fin dall’infanzia, attraverso il gioco, l’estetica e un forte senso di appartenenza».

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Chi è un Fashion Buyer?

Creatività, spirito visionario, cultura ma anche precisione e perfetta maîtrise degli strumenti tecnici digitali: è questo linsieme di competenze richieste oggi a un fashion buyer. Una professionalità multidimensionale, che presuppone una formazione di altissimo livello per accedere a un mestiere che, indubbiamente, è tra quelli che più influenzano i trend di moda e hanno un impatto sul nostro modo di vestire. 

Scoprite dinamiche e opportunità di questo mestiere di moda grazie agli insight di due affermati professionisti del settore.  

Chi è il Fashion Buyer? 

Fashion buyer…Cosa si nasconde dietro questa terminologia? «I professionisti che acquistano collezioni o prodotti per strutture retail fische o online », spiega Stefano Sorci, Fashion Buyer e Course Leader di Istituto Marangoni Milano

Ma cosa significa, concretamente, svolgere questa professione? 

« Il buyer seleziona le collezioni e i capi più adatti per un negozio o una catena di punti-vendita - spiega Carlos Gago Rodriguez, Fashion Buyer, Art Director e Tutor a Istituto Marangoni Milano - può ricercare nuovi brand, costruire una selezione coerente per una boutique multibrand, oppure scegliere i capi più rappresentativi all’interno della collezione di un singolo marchio. E’ un lavoro di autentico editing: individuare cio’ che meglio rispecchia lo stile del negozio e le esigenze dei suoi consumatori ».  

Un ruolo stimolante, che richiede, sottolinea Rodriguez, «conoscenze tecniche (moda, merceologia, economia, design), intuizione e sensibilità estetica, capacità di anticipare i trend e di leggere i comportamenti dei consumatori ». 

I requisiti per diventare un ottimo Buyer 

Qual è il requisito numero uno? 

« Saper coniugare senso commerciale ed estetica; una forte capacità di pianificazione e gestione delle merci » afferma Stefano Sorci. 

Il perfetto Buyer, lo si sarà capito, combina logica ed emozione. « Deve possedere una grande sensibilià estetica e una cultura solida, che gli permettano di interpretare i trend e di intuirne l’importanza nel medio e lungo termine. Ma non basta - prosegue Rodriguez - deve sfoggiare una logica nella costruzione del merchandise mix: cosa abbinare, cosa proporre insieme, come raccontare un messaggio attraverso i prodotti. Il buyer è come un direttore d’orchestra: i brand sono i diversi strumenti che devono armonizzarsi insieme».  

Un aneddoto emblematico 

Un buyer multibrand, visitando vari showroom, intuì che i Moon Boot potevano evolvere da scarponi tecnici a prodotto fashion. Il sell-through fu altissimo: le calzature venivano indossate anche in città, con pellicce vegane. Ma dopo tre stagioni, osservando un calo dellinteresse, ridusse gli ordini. 
«È un esempio perfetto di quanto contino intuizione, osservazione e capacità di analisi», commenta Rodriguez. 

Cultura e AI: gli strumenti del buyer 

Per tenersi constantemente informato e « fiutare » i movimenti, le aspirazioni, i gusti della società il buyer deve coltivare una cultura ampia: arte, cinema, mostre, storia del costume. « Senza una sensibilità estetica allenata, il buyer rischia di diventare tecnico e asettico” », avverte Carlos Gago Rodriguez. 

Allo stesso tempo, le competenze tecniche sono imprescindibili. «È fondamentale conoscere a fondo gli strumenti digitali: molte piattaforme di buying integrano oggi lIntelligenza Artificiale», ricorda Stefano Sorci. 

Una carriera internazionale e in continua evoluzione 

Richiestissimi da multibrand, department store, e-commerce e dagli stessi brand — ai quali spesso portano insight e idee — i fashion buyer lavorano in un contesto internazionale. Viaggi, fiere di settore, saloni, Fashion Week: mobilità e curiosità sono essenziali. 
La carriera può evolvere rapidamente: da Buyer a Buyer Manager, fino a Buying Director o Buying Coordinator. 

La giornata tipo di un Fashion Buyer 

Intesa, dinamica, molto varia. 

Durante le campagne vendita: appuntamenti negli showroom, analisi dei dati delle stagioni precedenti, visione delle nuove collezioni, preselezioni, definizione dei pesi riga, taglie e varianti. 
Durante l’anno: monitoraggio costante delle performance dei prodotti, analisi quantitative (budget, prezzo medio scontrino) e qualitative (intuizione, creatività, percezione dei trend), ricerca di brand alternativi se quelli presenti funzionano poco, pianificazione del merchandising. 

TUTTE LE DOMANDE CHE POTRESTE FARVI  

Il fashion buyer crea i trend o li interpreta? 
Li intercetta e li interpreta, adattandoli al contesto della propria realtà professionale. 

È difficile trovare lavoro? 
Non particolarmente, ma è essenziale una solida esperienza di vendita diretta in negozio. 

Retail fisico e online: quali differenze? 
Le logiche sono simili, ma cambiano target e portata geografica. Nel lusso, tuttavia, l’online non sostituisce il negozio: 
Non si vendono solo abiti, ma idee, identità, esperienze. Il punto vendita resta il cuore della relazione. 

Quanto conta il network, soprattutto sui social? 
Molto. Oggi è uno strumento fondamentale per intercettare i trend e dialogare con la community. 

Quali percorsi formativi sono più indicati e quali competenze risultano imprescindibili? 
Formazioni accademiche in Fashion Management rappresentano la base ideale (sia triennali che master), ma è fondamentale integrare insegnamenti specifici del settore moda. Tra le competenze imprescindibili: la capacità di riconoscere materiali e lavorazioni, comprendere la costruzione dei capi e valutare la qualità dei prodotti. 

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I'M MENTORS

I Mentor rappresentano un punto di riferimento strategico per i futuri talenti della moda, nonché fonte di ispirazione e guida per stimolare gli studenti ad affinare le loro capacità.

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