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Milano la scuola di moda

Un incontro esclusivo tra tradizione italiana e moda contemporanea

Studiare moda all’Istituto Marangoni Milano significa immergersi nella tradizione della primissima sede dell'istituto, fulcro della moda italiana contemporanea e del prêt-à-porter. Gli studenti avranno l'opportunità di esplorare la cultura del “Made in Italy” e le ultime tendenze, ispirate a un'attenta ricerca e sperimentazione e in grado di unire il lusso artigianale e la cura dei dettagli a effetti sorprendenti. Forti di una lunga esperienza e di un atteggiamento creativo e lungimirante nei confronti del design come del business, la città e la scuola hanno raggiunto una posizione di spicco nel panorama della moda internazionale. Gli studenti di IM Milano prendono parte a progetti speciali sviluppati con maison prestigiose, un'esperienza inestimabile che li aiuterà ad accedere alla fase successiva del loro viaggio nel mondo della moda.

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Scopri Istituto Marangoni Milano attraverso i video, dove il patrimonio italiano incontra la moda contemporanea e l’eccellenza del Made in Italy. Scopri come gli studenti combinano artigianato di lusso, innovazione nel design e progetti esclusivi con i principali brand della moda nella capitale mondiale dello stile.

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Scopri un mondo di possibilità creative presso Istituto Marangoni Milano, dove ti aspetta una fusione di creatività ed esperienza nei settori del Fashion Design, del Fashion Business, del Fashion Communication & Image e delle Fragranze e Cosmetica.

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Istituto Marangoni Milano a Denim Première Vision 2026

Istituto Marangoni Milano parteciperà a Denim Première Vision 2026, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al settore denim, presentando i progetti di quattro studenti dei corsi di
Fashion Design & Accessories e di Fashion Design & Innovation
insieme a un contributonell’area dedicata alle tendenze.

La scuola avrà a disposizione uno spazio espositivo, nel quale allestirà la presentazione delle collezioni e proposte per rendere omaggio a un tessuto iconico che parla a tutte le generazioni. L’esposizione offrirà una panoramica sulle diverse modalità di approccio al denim, tra progettazione del capo, ricerca e sperimentazione

Una collaborazione a più tappe

La collaborazione tra Istituto Marangoni Milano e la fiera dedicata al denim si inserisce in un percorso a più tappe studiato con il team organizzatore della manifestazione. Due importanti appuntamenti si sono svolti nelle settimane scorse allo scopo di fornire agli studenti delle chiavi di lettura per comprendere più da vicino le dinamiche del settore. Il 21 aprile, Julieta Mercerat del Fashion Team di Première Vision ha tenuto un incontro dedicato alla costruzione delle direzioni moda e al rapporto con i partner industriali. L’8 maggio, Fabio Adami Dalla Val, Show Manager di Denim Première Vision, ha approfondito il tema dell’innovazione nel prodotto e nel processo, con il coinvolgimento di quattro espositori.

Un talk sui trend di domani

Il progetto di partecipazione di Istituto Marangoni Milano con Denim Première Vision prevede anche un talk, il 21 maggio alle ore 13.00, nell’area talk principale del salone, con la partecipazione di Lolie Bernard, studentessa del secondo anno del corso di Fashion Design & Innovation, che presenterà il proprio Trend Book, “What If?”, che illustra le grandi tendenze attuali, emerse dalle ricerche che la giovane designer ha approfondito all’interno del percorso accademico. 

Quando il denim ispira la moda del futuro…

Gli studenti che animeranno lo spazio espositivo di Istituto Marangoni Milano hanno esplorato con curiosità e spirito innovativo le molteplici possibilità offerte da questo tessuto polivalente, dando vita a proposte dinamiche e piene di slancio creativo.

  • Sangbeon Chu, Alumnus del corso triennale in Fashion Design & Accessories, percorre la costruzione del capo e le potenzialità del denim in termini di silhouette e layering, con un focus sull’abbigliamento maschile.
  • Maresia Cristini, Alumna del corso triennale in Fashion Design & Accessories, integra ricerca visiva e sviluppo del prodotto con creazioni del movimento fluido e armonico.
  • Qimeng Wang, Alumna del corso triennale in Fashion Design & Accessories, studia applicazioni preziose che arricchiscono e trasformano il tessuto.
  • Alessandro Brienza, studente del secondo anno di corso di laurea magistrale in Fashion Design & Innovation, si focalizza sulla manipolazione della superficie e sull’uso del denim come supporto per nuovi sbocchi stilistici.

Incentivare il dialogo con l’industria

Attraverso questa iniziativa, Istituto Marangoni Milano conferma il proprio impegno nel promuovere un dialogo costante tra formazione e industria, offrendo agli studenti opportunità di un confronto diretto, vissuto sul terreno, in contesti professionali internazionali. La partecipazione a Denim Première Vision 2026 si configura così come un’estensione per percorso accademico, valorizzando la ricerca sviluppata all’interno della scuola. 

Vieni a scoprire i progetti degli studenti esposti allo stand di Istituto Marangoni Milano il 21 e 22 maggio, presso Superstudio Più, Milano in Via Tortona, 27! Registrati QUI

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L’AI come materia creativa: il nuovo linguaggio del fashion styling

L’intelligenza artificiale ha smesso di essere un tema “tecnico” per diventare una vera materia creativa. Nel mondo del fashion styling e dell’illustrazione, non è più solo un tool facilitatore: è un territorio da esplorare. Che tuttavia non sostituisce mai il pensiero progettuale.

Ne abbiamo parlato con Simona Murialdo Sànchez, illustratrice professionista, art director ed artista NFT e Senior Lecturer in Istituto Marangoni Milano nell'area Fashion Communication & Image.

Da strumento tecnico a narrazione visiva

«Per me l’AI è trasversale: non è solo un punto di partenza o uno strumento di rifinitura, ma un’infrastruttura che attraversa tutto il processo. La uso per pre-visualizzare, testare direzioni estetiche e costruire narrazioni visive rapidamente. In styling e illustrazione mi permette di passare dall’intuizione alla simulazione senza frizione, anticipando decisioni che prima arrivavano molto più tardi », spiega Simona Murialdo Sànchez.

Un’infrastruttura, appunto: invisibile ma determinante. Dalla pre-visualizzazione alla costruzione di intere narrazioni visive, tutto può essere accelerato, testato, ribaltato in tempo reale. L’intuizione non resta più sospesa: prende forma immediatamente. Ma senza una direzione, resta vuota.«L’AI amplifica e moltiplica i risultati, ma non sostituisce il pensiero progettuale né determina il gusto», aggiunge l’artista.

In questo nuovo scenario, cambia anche il concetto stesso di “strumento”. Non esiste più un unico software da padroneggiare, ma un ecosistema da modellare su misura. Midjourney, Google Gemini e Kling vanno utilizzati in modo fluido e combinato. «Midjourney è centrale per costruire l’immagine e il linguaggio visivo, Gemini è fondamentale quando si lavora su prodotti già esistenti, mentre Kling o Veo entrano in gioco per il motion e il refining». Ma il vero shift è un altro:«Non si tratta più di adattarsi a un tool, ma di creare un sistema che rispecchi il proprio modo di pensare».

Evitare l’omologazione

Il rischio più insidioso è quello dell’omologazione. In un flusso continuo di immagini generate, distinguersi diventa una scelta consapevole, quasi un atto di resistenza.«L’estetica standardizzata emerge quando manca una direzione chiara. Per evitarla è fondamentale costruire una base solida fatta di riferimenti visivi e di una consapevolezza semiotica e culturale dell’immagine, insieme a un sistema di segnali come: materiali, luce, postura, casting. L’AI tende naturalmente alla media: il ruolo del creativo è proprio quello di scartarsi da quella media, attraverso scelte intenzionali e il controllo del processo». 

Il nuovo ruolo del Fashion Stylist

Anche il ruolo del fashion stylist, inevitabilmente, sta cambiando pelle. «Diventerà sempre più un direttore di sistemi visivi, capace di muoversi tra immagini, piattaforme e identità con una logica quasi registica». Il valore si sposta a monte: richiede visione e capacità di guidare processi complessi.

E la componente reale? Sparirà davvero, sommersa dal digitale? La risposta dell’esperta è meno drastica di quanto si pensi. «Vedremo sempre più shooting completamente digitali, è già così. Ma la componente reale non scomparirà: diventerà più rara, più intenzionale. Il futuro è ibrido, reale e sintetico coesistono, e il ruolo del creativo sarà decidere quando e perché utilizzare uno o l’altro».

Per un giovane creativo, il messaggio è chiaro: non basta saper usare gli strumenti, è fondamentale saperli orchestrare. «Quando si acquisisce sicurezza, si riesce a comunicare meglio, prendere decisioni più rapide e lavorare in modo indipendente. Le competenze digitali aprono possibilità che spesso non si immaginano nemmeno, ma vanno guidate da senso critico, bagaglio culturale e una chiara direzione creativa».

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I'M MENTORS

I Mentor rappresentano un punto di riferimento strategico per i futuri talenti della moda, nonché fonte di ispirazione e guida per stimolare gli studenti ad affinare le loro capacità.

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