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Milano la scuola di design

La scuola di Design

Milano è sinonimo di design, e non c'è da stupirsi: la città unisce una ricca storia a un ruolo vitale e continuo nel panorama del design internazionale, sempre rispettoso del passato ma con un occhio rivolto al futuro. Questo approccio esclusivo alla ricerca e alla sperimentazione si riflette anche nella Milano Design School, dove i partecipanti potranno misurarsi in innumerevoli progetti, dagli arredi artigianali fino al design d'alta gamma per interni, oggetti e grafiche. Tutti i corsi tenuti all'Istituto Marangoni Milano Design si basano su un approccio estetico contemporaneo e sulla contaminazione con i settori della moda e del lusso, che permeano ogni angolo della città. Una cultura strettamente legata al distretto del design milanese e alla relativa comunità di designer creativi attratti a studiare, lavorare e vivere in questo ambiente fertile e produttivo, unendo design d'avanguardia e nuove tecnologie a un buon occhio per il business.

 

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Scopri Istituto Marangoni Milano Design attraverso i video: un hub dove la tradizione italiana incontra l’innovazione nell’interior, product e visual design. Vivi come le influenze della moda, le nuove tecnologie e il design district di Milano plasmano i talenti creativi di domani.

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Diventare Product Designer oggi

Nel mondo del design contemporaneo, il ruolo del Product Designer va ben oltre la forma di un oggetto: richiede metodo, visione, capacità di interpretare bisogni complessi e trasformarli in soluzioni coerenti, concrete e realizzabili. È proprio in questo equilibrio tra creatività e progettualità che si inserisce il percorso di Alberto Lago, Alumnus di Istituto Marangoni Milano Design e oggi Product Designer in Lissoni&Partners. All’interno dello studio, lavora su progetti ad alto livello di personalizzazione, confrontandosi anche con il mondo dello yachting, dove il design diventa parte integrante dell’architettura e dell’esperienza dello spazio. E il mare, come vedremo, torna spesso come fil rouge dei suoi progetti. 

Prima di intraprendere la strada del design, Alberto aveva maturato un’esperienza professionale di sei anni nel settore metalmeccanico, ricoprendo ruoli tra produzione e magazzini. Un passaggio fondamentale per costruire una consapevolezza chiara: quella di voler cambiare direzione, senza improvvisare.

«Avevo le idee molto chiare su cosa volevo fare e su chi volevo diventare. Cercavo un’università che mi fornisse le competenze creative e metodologiche per concepire un prodotto dall’inizio alla fine, per incanalare la mia creatività e trasformarla in prodotti concreti, e Istituto Marangoni mi ha dato proprio questo».

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Sistema modulare progettato da Imagine, studio fondato da Alberto Lago insieme a due alumni di Istituto Marangoni Milano Design. Realizzato in acciaio inox, il sistema è composto da elementi combinabili che permettono un alto livello di personalizzazione, adattandosi a diverse funzioni e contesti d’uso: da vaso e portaoggetti fino a libreria o mobile TV, grazie a una struttura solida ottenuta tramite incastri progettati ad hoc.

 

Un percorso immersivo, tra laboratorio e visione del presente

Per Alberto, l’esperienza in Istituto Marangoni Milano Design non è stata solo formazione, ma un vero allenamento quotidiano al mestiere del progettista. Un percorso vissuto con intensità e spirito di iniziativa, sfruttando ogni occasione come opportunità concreta di crescita.

«Ho sfruttato al massimo ogni opportunità che l’università mi offriva – l'ho davvero spremuta fino al nocciolo. Quando non avevo lezione, ero sempre in laboratorio di modellistica con Lorenzo Bustillos, il mio Program Leader, a chiedere consigli sui miei progetti scolastici e personali, o a parlare delle ultime novità nel mondo del design, dall'AI ai progetti più interessanti realizzati dai grandi designer per aziende di prestigio».

È proprio questa attitudine a vivere il design come disciplina quotidiana che Alberto riconosce come uno degli aspetti più importanti ereditati dal percorso di studi.

«Vivere la propria passione ogni giorno è senza dubbio ciò che mi sono portato dietro da Istituto Marangoni Milano Design, e quello che ancora mi accompagna nel mio lavoro da Lissoni&Partners oggi. Vivere il design nel cuore di Milano e poter contribuire al suo continuo cambiamento è un privilegio per il quale sarò sempre grato».

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Whistle Lamp: progetto di illuminazione indossabile ideato da Alberto Lago. Pensata a Venezia, la lampada può essere indossata alla cintura o a tracolla, lasciando le mani libere. Grazie a un’anima in metallo integrata all’interno delle cime, la luce può essere direzionata liberamente. Nata per il lavoro in barca, è utilizzabile in diversi contesti quotidiani.

Un approccio progettuale che parte dallo spazio

Oggi Alberto lavora su progetti caratterizzati da un alto livello di personalizzazione, dove il design non si limita alla singola soluzione, ma costruisce un sistema coerente, integrato, capace di valorizzare l’esperienza complessiva.

Il suo metodo ha un principio guida preciso, che applica in modo costante:

«Il mio metodo di progettazione è sempre lo stesso: progettare spazi aperti».

Anche quando lavora su stanze o arredi, il focus rimane quello di creare continuità visiva, ridurre l’impatto degli elementi e restituire un senso di ampiezza e respiro.

«Nel custom design cerco sempre di integrare i prodotti nell’architettura, possibilmente in continuità di materiale. Questo approccio riduce l’impatto visivo degli arredi, creando vedute più ampie e facendo percepire gli spazi come più grandi».

Un’impostazione che, per Alberto, rappresenta una differenza netta rispetto a un certo tipo di progettazione tradizionale, spesso più centrata sull’oggetto come elemento protagonista.

«È un approccio contrario a quello del design tradizionale, dove l'attenzione è focalizzata sul prodotto, che spesso viene pensato come l'elemento centrale e distintivo».

Dal concept al dettaglio: un processo fatto di ascolto e struttura

Nella progettazione contemporanea, saper gestire input diversi e visioni multiple è una competenza cruciale. Alberto lo racconta in modo molto diretto: chi commissiona un progetto spesso non ha “poche idee”, ma molte — ed è proprio lì che serve metodo.

«Credetemi quando vi dico che hanno spesso troppe idee, non troppe poche. Eppure, nonostante le molteplici visioni, il flusso di lavoro rimane sempre lo stesso».

Il processo parte dalla comprensione dell’uso reale degli spazi, per arrivare gradualmente alla definizione completa: layout, moodboard, materiali, colori e scelte finali. Un progetto costruito per gradi, con incontri e validazioni progressive.

«Nei primi incontri, ci concentriamo sull'uso che faranno. Successivamente, si definisce il layout delle stanze. Con i clienti, elaboriamo un moodboard iniziale, che diventa la base del nostro progetto, che presenteremo passo dopo passo durante i vari meeting».

E l’attenzione arriva fino ai dettagli più piccoli, senza perdere coerenza:

«Partiamo dall'architettura generale e arriviamo a definire anche il colore del tessuto dei cuscini e i quadri appesi alle pareti. Ogni dettaglio è pensato e progettato da noi, sempre in linea con le preferenze estetiche del cliente».

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Seaside Collection: collezione di arredi progettata da Alberto Lago. Le cime, leggermente elastiche, sono pensate per muoversi con una leggera brezza, evocando i panni stesi alle finestre e sulle terrazze delle località marittime. Un progetto che porta il mare all’interno degli spazi, trasformando l’immaginario costiero in linguaggio progettuale.

Curiosità e identità: la competenza che fa la differenza

A chi oggi si affaccia al mondo della progettazione, Alberto lascia un consiglio chiaro, che parla di approccio prima ancora che di tecnica: esplorare, vivere, essere curiosi.

«Navigate. Non intendo nel suo senso letterale, ma nell'invito a vivere il mondo che sentite vostro in lungo e in largo, che si tratti di musica, arte, design di prodotto o navale. Dovete essere curiosi».

Per lui, una delle chiavi più forti nei momenti decisivi — come i colloqui e l’ingresso nel mondo del lavoro — è stata proprio l’esperienza personale, perché costruisce identità e credibilità.

«Le nozioni che hanno avuto un impatto maggiore durante i miei colloqui di lavoro sono state proprio le mie esperienze personali e la mia identità».

Ed è da qui che nasce la lezione più importante: conoscere davvero il settore in cui si vuole lavorare, in profondità, al di là della teoria.

«La profonda conoscenza del settore in cui si lavora è una delle basi fondamentali per diventare un buon progettista».

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European Product Design Awards 2025: Camille Ferreira vince con “Pebble”

Camille Ferreira è stata nominata Winner ai European Product Design Awards 2025, nella categoria Home Furniture Accessories, grazie al progetto PebbleIstituto Marangoni Milano Design celebra un importante riconoscimento internazionale.

Un premio che conferma l’eccellenza creativa degli studenti e che racconta, attraverso un oggetto elegante e funzionale, un tema centrale nel design contemporaneo: come l’intuizione umana possa guidare la tecnologia — e non esserne sostituita.

Marangoni Lenovo design week 19

Dall’AI al gesto progettuale: il processo creativo dietro Pebble

A partire dalla prima domanda che le abbiamo posto— qual è stato il processo creativo dietro Pebble e come bilanciare idee generate dall’AI con un tocco personale di design? — Camille racconta un approccio molto chiaro: per lei l’intelligenza artificiale non è un shortcut creativo, ma un materiale grezzo da interpretare.

«Come designer, l’uso dell’AI è diventato uno strumento fondamentale per me. Non per sostituire creatività o innovazione, ma la considero un materiale astratto, etereo, pieno di informazioni: sta al designer scavare, togliere il superfluo e arrivare al concetto centrale.»

Ed è qui che entra la sua visione autoriale, fatta di selezione, cura e intenzione. Non a caso Camille richiama una frase iconica di Michelangelo:

«“Ho visto l’angelo nel marmo e ho scolpito finché non l’ho liberato.” Con l’AI il processo creativo è diventato più ampio: oggi la competenza del designer è saper riconoscere cosa conta davvero tra un’enorme quantità di possibilità.»

Il risultato è un oggetto che trasforma la tecnologia in forma, e l’idea in un’esperienza concreta, raffinata e domestica.

 

Un accessorio che valorizza i nostri oggetti quotidiani

Pebble è un progetto che porta ordine e bellezza nello spazio contemporaneo: un accessorio pensato per offrire ai nostri dispositivi più essenziali — i laptop — lo spazio che meritano, invece di lasciarli “sparire” tra superfici e disordine.

La forma richiama un ciottolo levigato: morbida, scultorea, essenziale. Una metafora coerente con il percorso progettuale stesso: partire da concetti grezzi e arrivare a una sintesi elegante.
Nella presentazione, il progetto viene raccontato come un passaggio “From AI to Handcrafted”, con materiali come legno massello di noce e acciaio inox che esprimono una perfetta armonia tra artigianalità e futuro digitale.

Cosa significa vincere l’EPDA: tra orgoglio e nuove opportunità

La seconda domanda — cosa rappresenta questo premio a livello personale e professionale e come influenzerà il futuro? — apre invece una dimensione più emotiva, che Camille racconta con grande sincerità:

«Vincere l’EPDA per Pebble è un sogno che si realizza. Sono fiera di essere riuscita ad ottenere un risultato del genere già all'inizio della mia carriera.»

E sottolinea quanto sia stato decisivo il supporto ricevuto durante il percorso formativo:

«Grazie alla guida, alla competenza e anche alla giusta pressione dei miei professori, mi sono sentita spinta a candidarmi a questa competizione prestigiosa.»

Oltre al riconoscimento, il premio porta con sé un elemento cruciale per la crescita professionale: la possibilità di entrare in contatto con una rete internazionale di designer e professionisti.

«L’idea di poter fare networking e incontrare studenti e designer professionisti grazie a questo premio mi entusiasma moltissimo!»

Un nuovo traguardo per Istituto Marangoni Milano Design

Il successo di Pebble è un’ulteriore conferma del ruolo di Istituto Marangoni Milano Design come luogo in cui creatività, cultura del progetto e innovazione tecnologica convivono in modo naturale. Un percorso che forma designer capaci di interpretare il presente con consapevolezza e di costruire oggetti che uniscono funzionalità, estetica e visione.

Un risultato che celebra il talento di Camille Ferreira e, insieme, l’energia e la qualità progettuale della community Marangoni nel panorama internazionale.

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